«Diet City», è nata dal fumo la città che fa dimagrire i grassi

Dove c’erano industrie del tabacco sono nate cliniche per curare gli americani

Eleonora Barbieri

L’importante è sapersi riciclare. È così che Durham, cittadina di circa 200mila abitanti del North Carolina, è riuscita a trasformarsi dalla capitale del fumo a quella della salute: e ora è il centro per eccellenza dove i sovrappeso d’America cercano di perdere i chili di troppo.
Tutto è cominciato quando la sigaretta è diventata un tabù, le industrie del tabacco hanno cominciato a ricevere cause su cause e le campagne antifumo hanno invaso gli Stati Uniti: Durham, che grazie alle «bionde» viveva e prosperava, ha iniziato a declinare insieme alle multinazionali che dipingevano il suo «skyline». Ma la riscossa è partita subito, dalla piazza simbolo di questa cittadina, quella Brightleaf square - ovvero «foglia luminosa» - che della sigaretta evoca la fattura, poiché qui i pacchetti e il prezioso contenuto venivano confezionati e venduti. Ora il fulcro commerciale di questa città universitaria è costituito dalle tre cliniche, ciascuna unica a modo suo e meta ambita per ogni obeso che, da una sponda all’altra dell’Oceano, abbia deciso di farsi curare. Perché negli Usa l’obesità è sempre più percepita come una malattia, anzi, come una vera e propria epidemia, e le cifre, in effetti, non sono confortanti: il 60 per cento di americani è sovrappeso, 43 milioni in modo grave. E pur di indossare qualche taglia di meno molti sono pronti a fare qualunque cosa, incluso stipulare un mutuo, vendere casa e automobile e rinchiudersi in un centro specializzato. Insomma anche dimagrire è diventata un’ossessione, tanto che gli americani spendono decine di miliardi di dollari all’anno in prodotti e servizi ad hoc.
E Durham aspetta fiduciosa, perché ormai ha imparato che nessuno resiste al punto debole: figuriamoci se poi si ha la fama della «Lourdes of Lard». Qui ogni anno fra le quattro e le ottomila persone varcano la soglia di uno dei tre centri specializzati: la Structure house, il Duke diet&fitness center e la Rice diet program&heart disease reversal clinic. Quest’ultima, la più antica, nacque durante il secondo conflitto mondiale per l’intuizione di un dottore del Vecchio continente: fu infatti Walter Kempner a inventare la «dieta rice», un’alimentazione basata su riso e frutta che, per una prima fase, prevede un massimo di 800 calorie al giorno. Da allora questo regime rigido si è guadagnato la fama di metodo infallibile per dimagrire: tanto che la clinica ha creato anche una «Rice house» per i lauti pasti dei pazienti.
Chi entra nella «Fat city» - come l’ha ribattezzata la tv americana Cbs - deve prepararsi a sborsare qualche migliaio di dollari al mese: in media, fra i tremila e i 5mila. Per non parlare dei clienti ciclici, che tornano più volte all’anno o dopo tempi più lunghi, perché hanno rimesso su peso. Tutti insieme portano a Durham guadagni per circa 80 milioni di dollari all’anno. La capitale della dieta e della medicina, un terzo degli abitanti impiegati nella sanità, è pronta ad accoglierli: non prima di un ultimo giro nella «Sin city», la zona del peccato dove, fra fast food e baracchini, ci si può godere un’ultima cena in libertà.