Una dieta a zona da «sfogliare»

Gioia Locati

Che cosa vogliamo da una dieta? Che ci faccia dimagrire in fretta prima dell’estate e che ci permetta di sfilare in costume senza rotolini di ciccia su fianchi e cosce? Certo, ma esiste una combinazione di cibi che faccia perdere peso senza lasciarci affamati e nervosi? Al diavolo, le calorie. Quante volte l’abbiamo pensato buttandoci (con soddisfazione) su crostate e cannelloni. Una ricerca del mensile «Dimagrire» dimostra che più di un terzo si mette a dieta d’estate e che chi abbandona i buoni propositi lo fa dopo 5 giorni o dopo 2 settimane di palestra. Colpa, dicono gli esperti, di un regime dietetico troppo impegnativo. Fra gli esperti c’è Barry Sears, il biochimico americano che ha inventato la celeberrima Zone, la dieta delle star di Hollywood, approvata da numerosi studi, e che ieri è arrivato in città a presentare il suo ultimo libro: «Prevenire con la zona», 18 euro (Sperling & Kupfer).
Il segreto di questa dieta, «che ha dimostrato di resistere alle mode» è la sua «moderazione», si chiama infatti anche «40-30-30», perché il 40 per cento delle calorie derivano dai carboidrati, un 30 per cento dalle proteine e l’altro 30 per cento dai grassi. Questa regola vale per tutti gli spuntini della giornata che devono essere cinque (prima colazione, entro un’ora e mezzo dal risveglio, pranzo, spuntino pomeridiano, cena, spuntino prima di coricarsi). In sostanza è una dieta mediterranea leggermente impoverita dai carboidrati a favore di frutta e verdura. «La Zone va scelta non solo per perdere peso ma anche come stile di vita - ha spiegato Sears - gli alimenti infatti influenzano i livelli ormonali del nostro corpo, in un certo senso ci riporta agli inizi della medicina e ai precetti di Ippocrate («che il cibo sia la vostra medicina»). Recentemente è stato scoperto che nelle persone in sovrappeso esiste uno stato infiammatorio, responsabile con il tempo, di parecchie malattie. Ed è il bilanciamento fra insulina, glucagone e altri ormoni favorito dalla dieta che ci permette di stare bene»