Dietro ad affittopoli più disinteresse che dolo E forse è anche peggio

Sembra incredibile ma è successo ancora. A dimostrazione che storia e cronaca insegnano assai poco ai nostri politici. A Milano, in via Madonnina, a pochi passi dal museo di Brera, una delle zone più prestigiose della città, c'è una signora romena che paga 77 euro all'anno per un appartamento di 35 metri quadrati. E già che c'è la signora si sta allargando: sta unendo al suo un altro alloggio della stessa grandezza. Chissà forse arriverà a pagare sui 150-160 euro all'anno, posto macchina compreso (se no in via Madonnina come si fa!). Se pagasse a prezzi di mercato non se la caverebbe con meno di 35.000 euro.
La notizia è uscita ieri sul nostro «Giornale» che due giorni fa si era occupato di altri alloggi «regalati» in via Bagutta a due passi da piazza San Babila: altro giro, altra corsa, sempre la stessa musica. Chiamatelo Affittopoli, chiamatelo Svendopoli, chiamatelo come vi pare, ma è sempre lo stesso scandalo. Un Comune che ha sempre bisogno di fondi getta alle ortiche il proprio patrimonio immobiliare.
A noi sembra però che stavolta ci sia una variante: ad abitare questi appartamenti non sono i soliti noti, politici, amici dei politici, amici degli amici dei politici, vip più o meno conosciuti ma persone normali, gente comune. Insomma almeno per ora non sembra esserci malafede o malcostume dietro questi affitti-regalo. No, almeno per ora, sembra esserci soltanto disinteresse, menefreghismo, noncuranza di un patrimonio che appartiene a tutti i milanesi e che quindi dovrebbe essere gestito dai politici col massimo dell'attenzione. E, tra malafede e menefreghismo, non sappiamo quale sia il male minore. E come replica il Comune? Portando in giunta, oggi, il problema della segretezza dei dati che riguardano la pubblica amministrazione. Complimenti vivissimi.