Dietro gli irlandesi di Scorsese spuntano affari infernali cinesi

Esce l’atteso «The Departed» con Leonardo Di Caprio, Matt Damon e Jack Nicholson, tratto da una trilogia di film di Hong Kong uscita in Italia solo in dvd

Maurizio Cabona

Rifatti, i film di solito peggiorano. Eccezione: The Departed («Defunti», ma anche «Separati», alludendo ai tratti psicologici d'una stessa persona) di Martin Scorsese. Il film americano che ha colpito alla Festa di Roma è la complessa sintesi dei tre ancor più complessi, ma affascinanti episodi di Infernal Affairs di Andrew Lau e Alan Mak (2002-2003), trilogia che discende - per personaggi e talora per sfondi - da Hardboiled di John Woo, interpretato da Chow Yun-fat e Tony Leung nel 1992. Come in Hardboiled, negli Infernal Affairs ci sono fra gli interpreti «il Clark Gable del cinema cinese», Tony Leung, e «il Lino Ventura del cinema cinese», Anthony Wong; e i personaggi sono o poliziotti infiltrati nella malavita, che agiscono da spietati assassini; o delinquenti infiltrati nella polizia, che agiscono come gentiluomini, oltre che come spietati assassini. Centri della contesa sono l'ufficio degli Internal Affairs, il servizio segreto della polizia, che - con un gioco di parole - diventa appunto Infernal Affairs; dall'altra, le triadi, la mafia locale.
In questa ambiguità - il vero nemico non è nello schieramento opposto, ma nel tuo - sta il fascino di questi film. Molti vedranno quello americano, ma quelli hongkonghesi - non usciti nei cinema italiani - meritano d'essere visti almeno in dvd.
Proprio la lavorazione e l'uscita di The Departed hanno trainato l'uscita in dvd degli Infernal Affairs I (Buena Vista), II e III (Keyfilms), grandi successi in Estremo Oriente e negli Stati Uniti. E proprio in conseguenza di quegli incassi s'era manifestato l'interesse della Warner Bros. per una versione americana. Dunque, nel 2004, William Monahan è stato incaricato della nuova sceneggiatura, attribuendo un più complesso senso morale a questi assassini, che sembrano poliziotti; e a questi poliziotti, che sembrano assassini. In fondo sono l'una e l'altra cosa. Formalmente antagonisti, i personaggi principali di The Departed e degli Infernal Affairs sono dunque sostanzialmente intercambiabili.
Rispetto ai cinesi di Hong Kong di Lau & Mak, che si dividono fra commissariati e covi di una malavita i cui capi bruciano incenso in onore di Budda, gli irlandesi di Boston di Scorsese vanno a messa. Sono trentenni (Leonardo Di Caprio e Matt Damon) spietati e intelligenti, spinti dal destino ognuno in uno schieramento che non è il suo... Così The Departed è serrato e talora forsennato nel ritmo (il montaggio è di Thelma Schoonmaker), ma è più lento dei tre Infernal Affairs. Infatti Scorsese approfondisce psicologie che - nell'archetipo - avevano poche lacrime e ancor meno esitazioni. Si ripropone anche la situazione della «ragazza in due» (la psichiatra interpretata da Vera Formiga), introdotta da Infernal Affairs solo nella terza puntata. Su quel set ero capitato col romanziere Nicola Ammaniti, mentre Andrew Lau stava dirigendo la scena iniziale del suicidio nel commissariato. Era bastato un pomeriggio in quell'edificio, che pareva più idoneo a ospitare un'attività finanziaria che cinematografica, per capire come si potessero girare film in così poco tempo: lavorando a oltranza, dormendo con la testa sui tavoli nelle brevi pause.
Non era questa l'atmosfera alla quale erano abituati Scorsese e nemmeno Monahan. «Non avevo visto Infernal Affairs - mi spiega ora quest'ultimo - e non l'ho voluto vedere prima di terminare l'adattamento. Pur avendo amato la doppiezza dei personaggi del film cinese, il mio adattamento, dal punto di vista tematico, ruota principalmente intorno al motore stesso della tragedia, che s'innesca quando le persone s'allontanano da ciò che sono, per condurre una vita diversa, non loro».
Il finale del primo Infernal Affairs era realista; quello del terzo conteneva invece un pentimento/disperazione stridente con ciò che s'era visto fino a quel momento. Il finale di The Departed non rispetta né il primo, né il secondo finale cinese. Ne cerca uno più consono alle attese del pubblico americano, ma è il meno felice dei tre. Due minuti in meno e The Departed sarebbe perfetto.

THE DEPARTED di Martin Scorsese (Usa, 2006), con Leonardo Di Caprio, Matt Damon. 140 minuti
INFERNAL AFFAIRS di Andrew Lau e Alan Mak (dvd Buena Vista);
INFERNAL AFFAIRS II e III (Keyfilms)