Dietro l’omicidio di via Rubattino una lite per droga tra due marocchini

Il giovane accoltellato per vendetta dal connazionale

C’è una lite per questioni di droga dietro l'assassinio del marocchino 20enne trovato cadavere martedì pomeriggio in via Rubattino. Il responsabile dell’assassinio è, secondo la squadra mobile, un connazionale del morto, un pregiudicato di 26 anni.
Secondo la ricostruzione della polizia sembra che la vittima e l'omicida abbiano avuto una lite nei giorni scorsi, dopo che la vittima si era presentata ubriaca in piazzale Gobetti. L'omicida gli avrebbe rimproverato di aver in questo modo attirato l'attenzione di residenti e forze dell’ordine «disturbando» cosi l'attività di spaccio della zona. Per questo, lunedì mattina il marocchino si è presentato in via Rubattino, nella zona dove la vittima, Nordin Alkhzi, irregolare, viveva in una baracca. A quel punto per vendetta lo avrebbe accoltellato una ventina di volte.
Per gli inquirenti è tuttavia possibile che la vittima avesse da qualche tempo iniziato a spacciare invadendo il territorio dell'omicida con cui da tempo avrebbe avuto dissapori. Ieri gli agenti hanno fermato il presunto assassino Said Larsene, 26enne irregolare e pregiudicato per droga. L'uomo ha respinto con forza le accuse. Gli investigatori, però, sembrano sicuri del fatto loro. Peraltro, anche se non hanno ritrovato il coltello (forse gettato nel Lambro) gli inquirenti hanno trovato sulle braccia di Larsene ferite compatibili con una lite. Lite che era stata vista da un connazionale della vittima, la stessa persona che alle 16.45 ha trovato il cadavere e dato l'allarme alla polizia.
La squadra mobile ha arrestato anche un sudamericano, accusato del tentato omicidio di un cileno di 35 anni, Alejandro I., ferito all’inguine nel corso di una sparatoria avvenuta domenica scorsa in via Natale Battaglia, di fronte a un locale.
Ruben Gabriel Souto, 30 anni, è un pregiudicato uruguaiano ed era stato in carcere fino all'agosto scorso, per una serie di rapine in banca (una trentina di colpi in tutto) messe a segno tra il 1996 e il '97.
Alejandro I., subito operato al Niguarda se l'è cavata con una ferita all'inguine e 30 giorni di prognosi. A portare al suo feritore il fratello e la ragazza della vittima che hanno indicato agli investigatori. Da qui, e dalle riprese di una telecamera di un vicino negozio, la polizia è riuscita a risalire a Souto, che è stato fermato mercoledì in via Murat, dopo che gli investigatori avevano seguito un suo amico.