Dietro Liala lo zampino di D’Annunzio

La più famosa dell’epoca (e una delle più amate scrittrici italiane di romanzi d'appendice del Novecento) fu Liala, pseudonimo di Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi (Carate Lario, 4 marzo 1897 – Varese, 15 aprile 1995). Fu Gabriele D'Annunzio a coniare per lei il nome Liala con cui firmò tutte le sue opere: «Ti chiamerò Liala perché ci sia sempre un'ala nel tuo nome».
Negli anni 1930 e 1940 fu infatti legata sentimentalmente a Pietro Sordi, ufficiale dell'Aeronautica, che le ispirò il mito più fortunato della letteratura italiana del Novecento, quello dell'«aviatore dagli occhi d'oro», ossia il pilota che si distingue per le capacità aviatorie, la prestanza fisica, il valore e le doti morali fuori dal comune.
La conoscenza della biografia di Pietro Sordi aiuta a comprendere il fenomeno letterario «Liala». La scrittrice ebbe una enorme fortuna anche perché scelse di ambientare i suoi romanzi nel mondo dell'Aeronautica, un ambiente assai popolare a quel tempo.