Dietro un pianoforte il Brad Mehldau trio fa rivivere Kubrick

Fa confluire il rock, il noise, l’elettronica, addirittura il post rock nei territori più classici del jazz. È un musicista difficilmente etichettabile il giovane pianista americano Brad Mehldau, questa sera in trio ospite della Cavea del Parco della Musica (inizio ore 21) all’interno del cartellone di «Luglio Suona Bene». È uno degli astri più luminosi e apprezzati del jazz contemporaneo il 38enne pianista originario della Florida e a lui si affiancano Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria.
Sulle orme del grande pianista Bill Evans, sua dichiarata fonte di ispirazione, Mehldau sin dagli inizi ama spaziare al di là dei territori ristretti del jazz. Al suo pianoforte sono legate alcune tra le più belle e intense composizioni delle colonne sonore dei film Eyes Wide Shut (1999), ma anche Space Cowboys (2000) di Clint Eastwood e Million Dollar Hotel (2000) di Wim Wenders.
Tra composizioni originali, jazz standards e riletture d’autore di canzoni celebri un concerto del trio di Brad Mehlau dipende in tutto e per tutto dall’estro artistico del momento del suo band leader. Chino sul piano, concentrato, nemmeno i suoi musicisti sanno bene cosa accadrà tra un istante. Sembra che la musica provenga dal suo mondo privato e che lui apra un canale per farla arrivare anche a chi l’ascolta per condividerla, ma sembra restare sua, provenire dal suo profondo mondo interiore. Chi ha presente la colonna sonora dell’ultimo film di Kubrick, ricorderà le atmosfere cupe e melanconiche che il musicista riesce a trarre dal suo pianoforte. Un concerto del trio di Brad Mehldau, insieme dal 1994, è dunque in tutto e per tutto simile a un giro sulle montagne russe per chi ancora ama farsi sedurre ed entusiasmare dalla musica.