Difende la cugina dai rapinatori Carabiniere ferito: è gravissimo

Il militare colpito da una pallottola alla testa. Banditi in azione per rubare poche decine di euro

Bepi Castellaneta

da Taranto

È stato fulminato per un movimento brusco, il tentativo di difendere la cugina: lui, Angelo Spagnulo, 25 anni, carabiniere in servizio a Verbania, è stato raggiunto da un colpo di fucile caricato a pallini e adesso lotta contro la morte nel reparto rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto; un proiettile lo ha colpito alla testa, le sue condizioni sono gravissime.
L’ultimo sanguinoso capitolo scritto dalla criminalità pugliese si è consumato a Monteiasi, lungo la strada provinciale per Montemesola, piccolo centro della provincia di Taranto, una zona che in queste ore viene passata al setaccio dai carabinieri nel tentativo di rintracciare i banditi, un gruppo di rapinatori feroci, pronti a sparare per mettere le mani sull’incasso, una banda che con ogni probabilità ha pianificato l’assalto nei minimi particolari e ha agito secondo un copione ben preciso.
È accaduto in una stazione di servizio gestita da due cugini del carabiniere. Spagnulo, convalescente per una frattura a un piede, li aveva raggiunti per salutarli; poco dopo le dieci della sera, reggendosi con le stampelle a causa del gesso, è entrato nel bar, si è fermato a scambiare due parole con la cugina che lavora come cassiera. Ma all’improvviso hanno fatto irruzione i rapinatori: erano in tre, con il volto coperto da passamontagna, armati di fucile. I banditi hanno minacciato tutte le persone presenti e si sono impossessati del denaro, circa 150 euro; non sono riusciti a prendere però l’incasso del carburante, che era già stato portato via. Proprio questo ha innervosito i malviventi e uno di loro è saltato al di là del bancone per mettersi alla ricerca di altri soldi. A quel punto il carabiniere si è mosso, e per difendere la cugina ha agitato la stampella: il rapinatore non ci ha pensato due volte e ha premuto il grilletto.
Spagnulo è stato raggiunto da un proiettile alla testa. Il militare si è accasciato mentre la gente urlava e chiedeva aiuto. I malviventi si sono allontanati a piedi, ma quasi certamente hanno proseguito la fuga con un’auto parcheggiata nelle vicinanze. Forse in attesa c’era un complice. Sono scattati i soccorsi. Sul posto è arrivata l’ambulanza, poi il trasporto in ospedale e il ricovero d’urgenza nel reparto rianimazione. Nello stesso tempo sono cominciate le indagini. I carabinieri hanno ormai ricostruito la dinamica della rapina, anche se gli accertamenti non si presentano facili. Durante quelle fasi drammatiche uno solo dei banditi ha parlato, con un italiano corretto e senza inflessioni particolari. Gli investigatori avrebbero già imboccato una pista ben precisa e ipotizzano che possa trattarsi di una banda responsabile in passato di altri colpi in stazioni di servizio nelle province di Taranto e Brindisi: forse frange della Sacra corona unita, forse ex contrabbandieri che si sono poi riciclati in rapinatori dopo il crollo del traffico di sigarette.
La paura ormai si allunga da una parte all’altra della Puglia: a nord, tra Bari e Foggia, imperversano le bande dei tir, gruppi che non esitano a sequestrare i camionisti per qualche ora pur di impossessarsi del carico; a sud, aumentano i colpi alle stazioni di rifornimento. Ma non solo, perché nel mirino ci sono anche uffici postali e banche, assalti condotti con tecnica militare secondo un classico copione della Scu: una pala meccanica o un fuoristrada usato come ariete e armi da guerra per impossessarsi dell’incasso.
Intanto in queste ore, mentre cresce la paura, i carabinieri perlustrano il territorio palmo a palmo. Sono stati istituiti posti di blocco, ma fino a questo momento le ricerche non hanno dato alcun esito.