Difende una donna Tranviere accoltellato è grave in ospedale

È molto grave, operato d’urgenza alla Santa Rita, ma le sue condizioni vanno lentamente migliorando e dovrebbe cavarsela. Se lo merita. È stato un eroe: intervenuto per difendere una donna da un energumeno che la stava aggredendo per questioni di viabilità, ha rimediato una coltellata al torace che gli ha reciso l’arteria omerale. Ha perso una quantità spaventosa di sangue. È stato portato via in codice rosso, il più grave. Ma alla fine la sua fibra, forte come il suo coraggio, dovrebbe vincere.
Pasqualino Di Carlo ha 34 anni, è nato in provincia di Enna e dal ’99 lavora per l’Atm, che gli ha anche fornito un alloggio. I vertici dell’Azienda, appena avuto notizia del ferimento, sono andati a guardare il suo curriculum: impeccabile, un dipendente modello.
Ieri pomeriggio verso le 15.30 è al posto sosta all’incrocio tra viale Abruzzi e viale Gran Sasso. Sta aspettando il tram numero 23 per dare il cambio al collega. Dall’altra parte della strada vede la lite: Francesco C., 33 anni, nato a Novara ma residente a Milano, proprietario di una Citroen Picasso, sta letteralmente aggredendo Giovanna C., 42 anni, pugliese abitante in città, rea di chissà quale sgarbo con la sua Renault Twingo. Forse una mancata precedenza, o un’altra banalità di questo tipo.
Il coraggioso ragazzo non ha un attimo di esitazione e corre a mettersi in mezzo per fare da paciere. Ma Francesco C. è una furia. Rivolge la sua rabbia contro il tranviere. Tra i due nasce una accesa discussione poi Francesco C. sale in auto, prende un coltello e lo pianta nel petto al «nemico». Di Carlo si accascia, una lunga striscia di sangue si allunga sulla Picasso. Il feritore capisce di averla fatta grossa, chiama al telefono i suoi due fratelli, Angelo Vittorio e Gianni Nicola, di 35 e 34 anni. Pochi metri di corsa poi un equipaggio della polizia e uno dei ghisa lo bloccano in via Paisiello. Subito dopo arrivano i due fratelli, che tentano di impedire l’arresto. Finiscono tutti e tre in questura. Sono incensurati e le loro posizioni vengono vagliate con cura prima di decidere i provvedimenti. Poi a Francesco viene contestato il tentato omicidio: manette e via a San Vittore. La posizione dei fratelli rimane in bilico fino a tardi e alla fine se la cavano con una semplice denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.
Nel frattempo Di Carlo viene trasportato alla Santa Rita, dove viene raggiunto dalla fidanzata e dai funzionari dell’Atm. I medici riescono in qualche modo a riparare i danni e con il passare delle ore si fa strada la speranza che l’uomo, comunque in prognosi riservata, possa cavarsela. Auguri.