Difende l’auto dai ladri, travolta e uccisa

Una donna di 52 anni morta nel disperato tentativo di bloccare il furto della vettura della figlia

Giugliano (Napoli) - «Mamma ho dimenticato il computer portatile, me lo scendi in cortile». Mamma Piera, «ubbidiente», glielo ha portato ma, nell'auto lasciata aperta dalla figlia Lisa e con le chiavi inserite nel blocchetto di accensione, nel frattempo si era infilato un malvivente, pronto a fuggire.
Le due donne hanno cercato di impedirglielo, ma è finita in tragedia: Piera Calanna, 52 anni, casalinga, è stata uccisa senza pietà, da un criminale che ha innestato la retromarcia e l'ha schiacciata. Inorridita, Lisa, ha assistito impotente alla morte della mamma. È successo ieri mattina a Licola, località del giuglianese (Napoli), dove vivono gli Odierno.

In via Vicinale Amodio, questa famiglia, adesso distrutta dal dolore, possiede una villetta, situata all'interno di un parco. Lisa Odierno, ieri mattina, era uscita di casa per andare al lavoro, dal fratello Beniamino e dal padre, editore di un giornale locale, «Il notiziario news dei comuni flegrei». Entrata in auto, una nuovissima Fiat Punto, la ragazza, si è accorta di avere dimenticato il computer. Ha fermato l'utilitaria ma, l'ha lasciata aperta e con le chiavi di accensione del motore. Poi, ha citofonato alla madre, che in pochi secondi è scesa in cortile per consegnare il computer alla figlia.
Piera ha compiuto solo qualche passo quando ha sentito Lisa urlare: «Mamma aiuto, mamma aiuto». Nei pochi secondi trascorsi, da quando la ragazza era uscita dall'auto per citofonare alla madre, al suo ritorno, un malvivente ne aveva approfittato per infilarsi nella Fiat Punto. Piera ha compiuto con il cuore in gola, gli ultimi metri che la separavano dalla figlia. Ha visto Lisa, ferma, davanti al muso dell'auto, per impedire al malvivente di ripartire. Senza pensarci su due volte, ha fatto la stessa cosa: è andata a mettersi sul lato posteriore dell'auto, illudendosi, probabilmente, che il bandito mettesse da parte le sue intenzioni e si desse alla fuga, senza la Punto. Invece, questo spietato criminale, ha inserito la prima, cercando di investire Lisa, poi, ha innestato la retromarcia e ha travolto la madre.

La civile rabbia di questa famiglia è nelle parole sofferte pronunciate dal marito di Piera, Vittorio Odierno, 54 anni: «Non esiste il perdono. Questo assassino, se riescono a identificarlo, è un morto che cammina. Io, spero, per la nostra serenità, che non lo trovino, perché se lo mettono fuori, provvediamo noi». Rabbia, rabbia, rabbia, nella gente che vive a Licola. Ce l'hanno con l'indulto e «con la polizia e i carabinieri che da queste parti non si vedono mai», spiega Roberto, 40 anni, che abita non molto lontano dagli Odierno. «Qui, non si vive più, rubano le auto e negli appartamenti, scippano e la camorra fa i suoi regolamenti di conti», ricorda un'anziana. Una speranza di prendere l'assassino, forse aiutato di un complice, c’è: la Punto è stata ritrovata un chilometro distante dalla villa di Piera. All'interno, c'erano anche le impronte digitali lasciate dall'assassino.
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