Difende una ragazza: lo pestano

«The King» forse non si aspettava tanta violenza, ma probabilmente non si è neanche posto il problema se intervenire o meno. Lo ha fatto in un attimo, rispondendo solo al suo istinto e basta. Rino Barillari, il paparazzo romano per eccellenza, tra i più noti fotoreporter romani dai tempi della Dolce Vita, ieri ha sottratto una ragazza alla furia cieca del fidanzato che la stava pestando ed è finito in ospedale con il femore rotto.
Una vile aggressione, compiuta dal giovane e da un suo complice, che si è consumata attorno alle 3.15 a piazza Navona, proprio a pochi metri dall’abitazione del fotografo de «Il Messaggero». Rino, per una volta, non stava lavorando. Si era separato dalla macchina fotografica e dal cellulare, ma solo per un attimo, per scendere a buttare l’immondizia. Ieri mattina sarebbe dovuto partire per un periodo di vacanza a Ponza. Ma il destino ha voluto diversamente e domani verrà operato al femore, nella clinica Salvator Mundi.
Conseguenze a cui il fotografo non ha minimamente pensato, quando ha notato una ragazza di 25 anni, malmenata dal fidanzato. «Giunto a piazza Navona ho sentito una donna che urlava e chiedeva aiuto disperatamente - racconta Barillari con un filo di voce -. Da lontano ho visto un uomo che la stava picchiando selvaggiamente. Non avevo con me il cellulare e ho bluffato. «Fermati, chiamo i carabinieri», gli ho detto. Lui, per tutta risposta, si è girato di scatto e mi è saltato addosso assieme a un’altra persona, con una violenza inaudita. Mi hanno gettato a terra rompendomi una gamba e poi, ancora, hanno continuato con calci e pugni. Mi hanno davvero ammazzato di botte».
«Nella vita bisogna sempre farsi i fatti propri», prova a scherzare, mentre lo trasbordano in ambulanza per essere trasferito dal Santo Spirito alla clinica. Valentino Zucca, 30 anni, uno dei due aggressori del fotografo, è stato arrestato poco dopo, grazie alle tracce lasciate in un borsello che aveva perso fuggendo. Era tornato a piazza Navona proprio per cercare di ritrovarlo e aveva chiesto informazioni al custode di un locale notturno, senza sapere che aveva davanti uno dei due testimoni del pestaggio. Quest’ultimo ha riconosciuto il bruto e gli ha risposto di aver consegnato il marsupio ai carabinieri. «Se attendi qualche minuto puoi recuperarlo», ha aggiunto.
Quando i carabinieri del Nucleo radiomobile sono giunti sul posto hanno fatto scattare le manette ai polsi di Zucca, che ha ammesso le sue responsabilità, prima di essere trasferito a Regina Coeli per rispondere di lesioni gravi. Il trentenne, che ha precedenti penali e non è nuovo a episodi del genere, era in compagnia della coppia che stava litigando. Ma dell’amico e della sua fidanzata non ha voluto fornire le generalità.