Difenderemo i valori anche in Comune

Marzio Fianese

Archiviate le politiche, è già cominciata la campagna elettorale per le amministrative: ne parliamo con il neo-segretario romano dell’Udc Massimiliano Fasoli.
Qual è stato il riflesso locale delle politiche?
«Il risultato dell’Udc a Roma ci ha regalato grande soddisfazione: ben 111.000 elettori ci hanno premiato e questo ha un significato preciso. Vuol dire che siamo riusciti a offrire una valida alternativa, parlando esclusivamente di valori. A Roma non avevamo mai raggiunto questi numeri».
Una crescita consistente...
«Partivamo da 60mila voti e li abbiamo quasi raddoppiati mettendo in campo i migliori uomini del nostro partito, a cominciare da Mario Baccini, che ha fatto una campagna elettorale grandiosa, nonostante i pochi mezzi a disposizione. Abbiamo parlato direttamente con i cittadini; Baccini ha fatto i suoi comitati con la gente, abbiamo steso anche una bozza di programma per le elezioni comunali, e abbiamo mantenuto un dialogo aperto con la città che ci ha permesso di ottenere un largo consenso».
Continuerete a puntare sui valori?
«Sì, stiamo continuando ad aprire nuovi comitati, perché c’è sempre più attenzione verso i valori che abbiamo indicato come obiettivi prioritari; a cominciare dalla famiglia e dal diritto alla casa, valore importantissimo per questa città, perché sono ormai tredici anni che non si parla più di una politica abitativa. Credo che i cittadini abbiano apprezzato il fatto che abbiamo interpretato le loro esigenze, sposandole in pieno. Questo il principale motivo del nostro successo alle politiche».
Il prossimo obiettivo dell’Udc?
«Intanto dobbiamo continuare a lavorare con grande serietà come abbiamo fatto in questi anni. Devo dire che, da quando abbiamo fondato l’Udc, a ogni scadenza elettorale abbiamo sempre aumentato i voti: questo è un dato importante da sottolineare, perché molti partiti in altre situazioni hanno avuto degli exploit, poi delle discese o delle flessioni; noi con grande serietà e onestà abbiamo sempre aumentato i voti, questo credo che significhi qualcosa soprattutto per la classe dirigente di Roma; significa che esiste un partito che non è legato solo a una persona, ma è una forza in grado di crescere ancora».
La strategia per il Campidoglio?
«Io non imposterei una campagna contro Veltroni, farei una campagna per il candidato del centrodestra e sul nostro programma. Veltroni in questa città è riuscito ad avere una grande popolarità, ma sbaglierebbe a considerarla sinonimo di consenso elettorale. In questi cinque anni è stato il sindaco dell’effimero, ha puntato molto sulla sua immagine personale e poco si è curato dei problemi di questa città, come se non lo riguardassero, mentre Roma ha bisogno di una “guida” che si occupi molto più da vicino dei problemi come la casa, le buche, i lavori pubblici, il trasporto e anche l’urbanistica. Il piano regolatore è stato approvato a maggioranza, ma ha sollevato polemiche senza cambiare il volto di questa città, come tutti ci aspettavamo dopo più di cinquant’anni».
Quale appello rivolgerebbe agli elettori?
«Scegliere l’Udc significa dare fiducia ai moderati che costituiscono una garanzia nella difesa dei valori della nostra tradizione: certi principi vanno tutelati sia in Parlamento che nelle amministrazioni comunali. La famiglia in senso tradizionale è l’obiettivo più importante del nostro programma; poi c’è la politica della casa, rivolta sia a chi non ce l’ha, sia a chi se l’è conquistata con grandi sacrifici. Puntiamo a una serie di agevolazioni per le giovani coppie, per le ragazze madri. L’Udc vuole, insomma, garantire sicurezza ai cittadini e assicurare a tutti la possibilità di essere rappresentati».