Difendiamo i nostri consiglieri

Egregio Direttore, la lettera del Sig. Parodi, del quale apprezzo di solito gli interventi, in cui fa riferimento alla mia partecipazione alle esequie della Medaglia d’Oro Marcolini, merita alcune precisazioni.
Esiste una Destra, con la «D» rigorosamente maiuscola, che non ha paura di rendere omaggio ai caduti del campo avverso, una Destra che ha avversari solo tra i vivi, riservando ai morti quella pietas, che sicuramente fa parte dei nostri Valori. I nostri Caduti certamente si ricordano,si piangono e si onorano, ma questo non vuol dire che non c'è rispetto per tutti i defunti, specialmente per quelli che in vita si comportarono da eroi. Ricordo la «Valle De Los Caidos» in cui per espressa volontà di F. Franco riposano i caduti di entrambi gli schieramenti della guerra civile spagnola, il cimitero di Altare (SV) dove, sino a quando fu sotto il controllo della brigata Monterosa, furono seppelliti gli uni vicini agli altri, i militari Repubblicani e i partigiani antifascisti ed infine il giovane Sangermano che sul letto di morte chiese la grazia per il suo aggressore. Gli esempi sono infiniti ed è così da sempre: Achille che strazia il cadavere avversario non fa parte dei nostri miti e, mi creda, sono sempre orgoglioso di questo modo di essere e di pensare. Qui non c’entrano nulla Msi e An, vecchi e nuovi corsi, c’entra il comportarsi da Uomini e non da iene. Parafrasando il grande Totò, lasciamo agli «antifascisti militanti» distinguere i morti buoni da quelli cattivi: Noi no, Noi apparteniamo alla Destra. Un'ultima considerazione: vi sono comunque degli uomini, come Durand de la Penne ed Edgardo Sogno che meritano rispetto ed ammirazione, altri come Dario Fo, che pur avendo militato nella Rsi, non mi vedranno sicuramente presente ai loro funerali.
Consigliere Comunale An