Difendiamo l’italiano, è davvero la lingua più dolce del mondo

Caro Granzotto, in tempi lontani ricordo che fra lei e un numero di lettori s’innescò una polemica circa l’esperanto, la lingua universale sviluppata nell’Ottocento dal polacco Zamenhof. Nonostante l’appassionata difesa degli esperantisti lei si mostrò irremovibile nel giudicare utopico il successo e l’adozione di quella lingua universale. Allora mi trovai in buona sostanza d’accordo con lei ma ora leggendo che nel rispetto del multilinguismo l’Unione europea ha in forza 2.700 traduttori che devono tradurre all’incirca 3 milioni di pagine per un costo che si aggira sui 600 milioni di euro non mi sembrerebbe fuor di luogo adottare una lingua ufficiale comunitaria che metta fine sia alla babele sia allo spreco. 600 milioni di euro che poi diventeranno 800, poi un miliardo, non è certo una cifra da buttar via.