Il difensore civico: «Vigili urbani con l’istinto da cacciatori»

Tributi, Edilizia privata, Patrimonio, Amt, ma la parte del leone, come tutti gli anni, la fa la Polizia municipale. Sono oltre un migliaio i cittadini genovesi che, ogni anno, si rivolgono al difensore civico di Palazzo Tursi per ricevere assistenza nella difesa contro la pubblica amministrazione. Uno su tre lo fa per richiedere un intervento istituzionale contro presunte ingiustizie dei vigili urbani.
Ieri il nuovo difensore civico, l'onorevole Bruno Orsini, ex esponente di spicco democristiano che nell'autunno scorso ha sostituito il suo collega Fulvio Cerofolini, ha presentato il bilancio dell'attività svolta nel primo trimestre 2009. «Anche se la polizia municipale compie un buon lavoro e la mole è pesante spesso nel vigile urbano esiste ancora l'istinto di cacciatore», ha detto. Gli interventi, ancora una volta, si riferiscono all'operato dei cantuné. Emblematico il caso descritto da Orsini dove, per colpa di un agente municipale distratto, che aveva letto il numero di targa BM...86 anziché BM...84, durante un controllo di routine, l'ignaro motociclista e presunto violatore delle norme del codice della strada, è stato perseguitato più di una volta. Alla prima era stato costretto, nonostante avesse prontamente informato i vigili urbani dell'errore umano commesso dal loro collega, a presentare ricorso e logicamente a vincerlo. La seconda, ben più gravemente, la polizia municipale lo aveva nuovamente beffato, infischiandosene pure di quanto deciso dal prefetto, spedendogli un atto giudiziario per incauto affidamento del motoveicolo a persona priva di patente di guida cui ha fatto seguito, incredibilmente, l'emissione della relativa cartella esattoriale. Confermando, in sostanza, quello che dicevano i latini. Errare è umano, perseverare è diabolico. Un pasticcio, insomma, ma non è tutto. Nonostante l'intervento del difensore civico la polizia municipale ha nuovamente rigettato l'istanza di sgravio della cartella spiegando che il verbale risultava regolarmente notificato e non impugnato per la seconda volta.
«Non si è tenuto minimamente conto - spiega Orsini - del fatto che lo stesso derivava dal primitivo verbale annullato per riconosciuta estraneità dell'interessato alla violazione contestata..».