La difesa di Amanda: "Uno solo il killer di Mez"

Conclusa a Perugia l'arringa dei legali della studentessa americana che pntano il dito contro Rudy Guede: "Testimone inattendibile" e confutano il coinvolgimento della Knox: "Non ci convince nemmeno l'arma del delitto"

Perugia - Amanda è innocente. Hanno chiesto il proscioglimento della Knox dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher i difensori Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova nello loro arringa davanti al gup di Perugia Paolo Micheli. Secondo i legali gli indizi nei confronti della giovane di Seattle sono "insufficienti, a tratti contraddittori, e comunque non idonei a sostenere l'accusa in giudizio". La Knox ha assistito all’intervento dei suo difensori in silenzio ed è apparsa ai suoi legali molto provata, ma comunque fiduciosa in un esito per lei positivo del procedimento. L’udienza è stata rinviata a venerdì prossimo quando è in programma l’arringa dei difensori di Raffaele Sollecito.

Un solo killer Ghirga ha cercato di smontare la ricostruzione fatta dai pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi, che vede proprio in Amanda la protagonista principale del presunto omicidio di gruppo. "Per noi - spiega l’avvocato - l’omicidio, dopo una lettura completa delle carte, è stata opera di un killer soltanto che ha agito in maniera individuale, senza nessun tipo di sostegno. Solo una persona ha affrontato e ucciso Meredith Kercher". L’avvocato Ghirga è poi passato ad analizzare la figura di Guede come imputato testimone: "Rudy non è affidabile come testimone. E abbiamo cercato di dimostrarlo mettendo a confronto in aula le sue dichiarazioni date agli inquirenti nel corso dei mesi passati in carcere. Emergono senza ombra di dubbio contrasti, differenze e cambiamenti in corsa".

L'amra del delitto Smontata anche la tesi dell'accusa sull'arma del delitto: "Non è quel coltello sequestrato a casa di Raffaele Sollecito. Abbiamo cercato di dimostrare che quella lama non era e non è compatibile con il 'maciullamento' - così è stata definita la ferita mortale - riscontrato sul collo della vittima". L’avvocato Ghirga ha poi risposto ai giornalisti che chiedevano dove avesse passato la notte del delitto la sua assistita. "Lo ribadiamo ancora una volta a scanso di equivoci: Amanda è stata tutta la notte a casa di Raffaele Sollecito".