In difesa del cattolicesimo

Maria Luisa Bressani

Un esempio di coerenza. Lo ha fatto Primo Galiano, 84 anni, consigliere della Margherita presso la IX Circoscrizione Levante quando ha presentato in Consiglio una «Espressione di sentimenti sugli attentati, verbali e materiali della religione cattolica, avvenuti recentemente nel nostro Paese». Ha chiesto di «far chiarezza sugli articoli 403-406 del codice penale» che perseguivano chi bestemmiava e offendeva la religione cattolica e che oggi, pur non abrogati, sono diventati un guscio vuoto. Ha ricordato il caso Adel Smith, il presidente dell’Unione Musulmani in Italia che gettò dalla finestra il Crocifisso dell’aula nella scuola pubblica frequentata dalla sua bimba, che in Tv ingiuriò la Chiesa, il Papa, e il cardinale Biffi. È stato assolto dai giudici del Tribunale di Verona perché l'articolo 3 della Costituzione sancisce la laicità e non confessionalità dello Stato. «Ha anche ironizzato - sottolinea Galiano - sul Ministro della Giustizia che aveva contestato la sentenza».
Il centro-destra ha applaudito con calore, tutti a braccia conserte quelli del centro-sinistra, che nella IX Levante è maggioranza. Un non-battimani politico da parte di consiglieri, sposati in Chiesa e con figli battezzati, che in un’Italia dove si fa l’applauso sempre e comunque, potevano farlo a Cristo, uomo che insegnò al mondo amore e perdono, che per non smentirsi con forza sovrumana - divina - si fece crocifiggere. Galiano, promotore di battaglie per la strada di Monte Fasce e ora per un parcheggio necessario in via Copernico a Borgoratti, ha avuto il merito di mettere sul tappeto una questione su cui dovrebbero esserci risposte istituzionali, tanto più che codici e costituzioni invecchiano.
Come motivazione dell’espressione di sentimenti ha portato elementi non opinabili: «Abbiamo accolto fraternamente chi si è stabilito nel nostro Paese a maggioranza cattolico, non possiamo permettere che si confonda accoglienza con licenza di dettarci leggi o comportamenti. Con spirito, citando Churchill ha concluso che “la democrazia è un’istituzione politica imperfetta, ma non ne abbiamo una migliore, però la nostra, inquinata dall’ondata pseudoprogressista, potrebbe anche diventare cagionevole di salute».