La difesa di Corona: "Ho solo venduto foto Non ho ricattato"

Il fotografo ha consegnato un memoriale difensivo al suo avvocato: "Non ho ricattato nessuno. Quello di cui mi si accusa lo fanno, normalmente, tante agenzie fotografiche"

Potenza - «Io ho venduto solo delle foto. Non ho ricattato nessuno. Quello di cui mi si accusa lo fanno, normalmente, tante agenzie fotografiche». Fabrizio Corona ha spiegato in questi termini al suo avvocato l'attività che lo ha portato in carcere per ordine della procura di Potenza. Al suo difensore, Francesco Strano, il fotografo catanese trapiantato a Milano ha consegnato un corposo memoriale che sarà depositato in sede di Riesame, il 28 marzo prossimo.

Una spiegazione minuziosa di ogni particolare che punta a dimostrare che la sua è una attività lecita: una semplice transazione d'affari. «È un ragazzo intelligente - ha commentato l'avvocato Strano al termine del colloquio, durato circa tre ore - e ha fatto un lavoro minuzioso che, unito al nostro, speriamo porti ad un risultato positivo». «Mi ha indicato - ha proseguito - le tante agenzie e fotografi che fanno come lui. La pratica del ritiro dei servizi non l'ha inventata certamente Corona, è vecchia almeno come il mestiere del paparazzo. Invece, oggi sembra che questa cosa l'abbia fatta solo lui». Anche se è in carcere, Corona legge i giornali e segue la tv. L'altro ieri ha incontrato la moglie: sembra che tra i due sia rinato un forte legame dopo le voci sull'avviata separazione. «Sono molto uniti, più di prima - ha affermato il legale - e la famiglia gli manca molto».

Al difensore, Corona ha voluto consegnare anche un messaggio ai dipendenti della sua agenzia. «Mi ha detto di tranquillizzarli - ha sostenuto Strano - perchè quando uscirà tornerà tutto come prima. È animato da tanto entusiasmo, è risoluto e anche tranquillo. Ha una grande fiducia nel tribunale della Libertà e spera che le sue ragioni vengano riconosciute. Complessivamente - ha concluso il legale - mi ha trasmesso un messaggio molto positivo».