La difesa dell’ambiente e la sua «custodia onerosa»

Per la sopravvivenza delle generazioni future è indispensabile ribaltare il concetto di fruizione del bene ambientale e quindi non intenderlo più come dono, ma come risorsa a rilevanza economica e commerciabile sul mercato globale della domanda e dell’offerta. Questo il tema del convegno «Etica e tutela dell’Ambiente» di oggi presso la sala congressi dell’Ordine degli Avvocati in via XXII Ottobre alle 14.30, dove gli oratori partendo da premesse teoriche e filosofiche, arriveranno ai diversi apsetti giuridici e pragmatici dell’«Umanesimo ambientale» introducendo il concetto di «custodia onerosa» dell’ambiente. Inquinamento e deterioramento hanno radici antropologiche economiche e culturali che devono essere corrette per consentire l’avvio di un dialogo vitale e costruttivo tra l’uomo e l’ambiente. La terra non può considerarsi come mera possibilità tecnica e come una miniera indistinguibile di guadagno, ma come mezzo necessario per la nostra esistenza.
Per uno sviluppo compatibile è necessario instaurare un movimento condiviso di sensibilizzazione planetaria che comporti una nuova etica di responsabilità da parte di studiosi, scienziati giuristi nonché della chiesa e delle grandi imprese. Il dibattito verrà aperto dal professor Antonio Merino, filosofo, americnista e studioso dell’ambiente.