«La difesa ds sulle coop non convince»

da Roma

La sinistra è una cosa. I «guai» di Massimo D’Alema e Piero Fassino un’altra. Fausto Bertinotti si è mosso con diplomazia ieri in un’intervista a Radio radicale, non esimendosi, però, da lanciare qualche messaggio ai suoi alleati alle elezioni del prossimo aprile. «La linea di D’Alema» sul tifo politico alle operazioni finanziarie «non mi convince», taglia corto Bertinotti. La presa di distanza di Fassino dall’ex direttore Unipol Giovanni Consorte, invece, «non è una piccola cosa». «È abbastanza pesante - riflette il leader del Prc - perché indirettamente verrebbe da chiedersi come mai quei comportamenti siano resi possibili in una cooperazione che invece affonda le sue radici nei valori della sinistra».
D’Alema non convince ma «la diversità della sinistra esiste», precisa Bertinotti, che però avverte gli alleati che la questione non può essere liquidata con un sorriso e una stretta di mano. C’è una «domanda impegnativa da porsi», ed è «perché sia potuto accadere: questa è la domanda che tutte le forze della sinistra devono affrontare insieme, senza j’accuse ma insieme».
Questa domanda dovrà essere affrontata alla direzione dei ds di domani, perché «le forze che si ritengono parte del movimento operaio» devono aprire «un confronto sul futuro, su quale debba essere il rapporto tra politica ed economia, in un’Italia che vive una crisi così profonda del capitalismo». La riflessione deve essere «a tutto campo», per riacquistare «il senso profondo dei valori dell’origine della sinistra, l’ancoraggio profondo ai valori dei lavoratori». Bertinotti precisa di essere «critico sull’atteggiamento dei ds sulla scalata Unipol alla Bnl, ma non c’entra nulla - chiarisce - con una pratica quotidiana e permanente con cui le destre hanno demolito il senso dello Stato».
La sua critica alla Quercia non vuole essere solo distruttiva, perché, spiega l’alleato più a sinistra dell’Unione, «adesso che si avvicina la direzione dei ds un militante della sinistra come me, che ha avuto una posizione diversa da quella di D’Alema, vi si deve rapportare con grande attenzione ma anche avanzare una proposta». Sulla Banca di Balbao e sul suo presunto tifo personale per l’acquisizione della Bnl, indicato da D’Alema sull’Unità, chiarisce: «Ho preso una posizione a luglio su quell’argomento e non ho nulla da rivedere». Questo perché vedeva «un processo di internazionalizzazione con un forte elemento di centralità e di radice della Bnl a Roma, con una piena garanzia per i lavoratori occupati». Un’indicazione che non implicava «scelte di vicinanza o di lontananza» ai sistemi economici o bancari. Bertinotti ha invitato la direzione ds a prendere anche in considerazione un altro tema spinoso di questi giorni. Il ruolo nell’Unione della Rosa del pugno e le iniziative per l’amnistia alle quali hanno aderito Sdi e radicali.