La difesa di Frasca: niente favori a Lodi

«Non c’era una scelta da privilegiare». I prestiti ai concertisti? «Nessuna verifica»

da Milano

Fu proprio Bankitalia nel marzo scorso a fornire a Consob i dati sui finanziamenti erogati da Popolare di Lodi ai concertisti. È questo uno dei punti scelti da Francesco Frasca, direttore centrale della Vigilanza, per rispondere alle accuse. «Le informazioni relative (ai concertisti, ndr) - risponde agli inquirenti - sui quali ha investigato la Consob sono stati forniti da noi con riferimento ai dati della Centrale Rischi. Noi abbiamo acquisito per conto Consob le esposizioni dei soggetti indicati dalla stessa e non li abbiamo esaminati in autonoma istruttoria». Avete chiesto informazioni a Bpl su questi finanziamenti? «Nessuna richiesta è stata effettuata. Preciso che le modalità di erogazione e gestione del credito vengono rilevate nel corso delle ispezioni». Altra risposta secca per l’atteggiamento tenuto da palazzo Koch quando lo scorso 8 marzo Consob comunicò a via Nazionale la reale partecipazione della Lodi in Antonveneta e i nomi dei 18 concertisti, «Non abbiamo effettuato nessun accertamento - risponde Frasca - in quanto non eravamo tenuti a farlo. Non c’era per noi ragione di acquisire informazioni in ordine a questi finanziamenti».
Abn Amro contro Lodi. Per Frasca, Abn Amro e Bpl sarebbero state trattate senza preferenze: «I loro piani sono stati oggetto di separata valutazione, implicando l’uno la realizzazione della seconda banca italiana del Nord Est d’Italia e della quinta sull’intero territorio nazionale, l’altro la creazione di una filiazione in Italia di un grosso istituto olandese di rilevanza internazionale. Questo ha implicato differenziazioni nelle procedure valutative che non hanno comportato però per la BI una scelta da privilegiare: trattandosi di programmi differenti ma entrambi validi, solo il mercato avrebbe poi potuto decidere quale seguire».
«Salite sino al 29,9%». Come mai Banca d’Italia accede alla richiesta di Bpl di crescere sino al 29,9% quando secondo la stessa comunicazione Bpl del 4 aprile tale banca aveva al momento solo l’8 per cento di Antonveneta? «A fine marzo era già intervenuta l’Opa della Abn Amro su Antonveneta e si poneva quindi un problema di governance su tale banca. La Bpl era disposta a rilevare le azioni degli imprenditori che volevano vendere e quindi si proponeva come soggetto di riferimento fino al 30% e fu per tale ragione che prendemmo in considerazione la richiesta del 4.3.2005 pure essendo la partecipazione della Bpl in tale data ancora sotto del 10%».