«La difesa di Linate rischia di far sparire l’hub di Malpensa»

È dura la vita di un aeroporto difficile da raggiungere e incalzato da scali cittadini più comodi e accessibili. È la situazione di Malpensa, l’hub che fatica a diventare il punto di riferimento stabile del Nord-Ovest, eppure ha visto transitare da o per l’estero 18,6 milioni di viaggiatori nel 2006 (su un totale di 22 milioni che hanno usato lo scalo), cifra che è il record italiano. Se ne è discusso al convegno «Il ruolo della grande Malpensa nelle strategie di sviluppo del Nord-Ovest», organizzato dalle Camere di Commercio di Milano, Novara e Varese con le Regioni Lombardia, Liguria e Piemonte. Tutti d’accordo che il decollo vero, in grado di cogliere le potenzialità del territorio non c’è ancora stato.
L’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, pensa che il futuro dell’hub lombardo passi attraverso l’alleggerimento di Linate: «Ridurre i passeggeri di Linate è un sacrificio da fare. Su questo temo che Milano stia peccando di miopia; con la difesa ad oltranza di Linate si rischia di perdere Malpensa e se si perdesse quest’ultima, la stessa fine farebbe lo scalo cittadino. Se non vogliamo che Milano sparisca dalla carta geografica degli aeroporti dobbiamo prendere decisioni importanti». In sostanza, bisogna spostare i voli attraverso un decreto che metta vincoli all’aeroporto. Spiega Cattaneo: «Si può scegliere di far volare solo passeggeri senza bagaglio oppure consentire tratte su cui si muovono almeno un milione di passeggeri». In questo modo Linate diventerebbe automaticamente un city airport poco appetibile per le compagnie straniere che intendono drenare passeggeri per i loro hub europei come Francoforte o Parigi. Un indubbio aiuto a Malpensa.
C’è poi il capitolo infrastrutture, almeno altrettanto importante. Spiega Gianfredo Comazzi, presidente del comitato Malpensa: «Entro il 2012 il bacino d’utenza potrebbe essere triplicato, se Pedemontana, collegamento con Lugano da una parte e Milano centrale dall’altra, bretella di Boffalora e Bre.Be.Mi dovessero effettivamente realizzarsi». Una prospettiva da libro dei sogni che però comincia a avere qualche concretezza. Cattaneo, annuncia le prossime tappe: «Lunedì 26 marzo firmeremo con il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, un nuovo protocollo che articola il quadro delle opere fondamentali per Malpensa e conferma le relative risorse che il Governo si impegna a garantire».
È stato predisposto un documento che prevede tre fasi: termine delle opere in corso di realizzazione entro fine 2009, termine delle opere oggi in condizione di essere avviate nel 2012 e completamento dei grandi assi internazionali nel 2015. Interventi più che mai necessari. Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi chiede di «porre la questione dell’accessibilità e dei collegamenti tra le priorità delle politiche infrastrutturali». Il segretario generale della Fit Cisl Dario Balotta ha indicato, tra le criticità dello scalo milanese, «i peggiori collegamenti europei ancora oggi a otto anni dalla sua apertura».