In difesa della macelleria

L'antica via Lomellini, dove nacque Giuseppe Mazzini, è stata dichiarata patrimonio dell'Unesco e ha visto negli ultimi anni la pedonalizzazione e la rivalutazione della zona con la ristrutturazione di palazzi e antichi esercizi. In via Lomellini c'è da oltre 130 anni anche una delle più antiche macellerie genovesi, arredata in marmo con un bancone adornato da teste bovine in rilievo e gestita con dedizione da Elio Corino e figlia Laura che continua la tradizione di famiglia. Proprio questo negozio rischia ora lo sfratto, così come la copisteria e il negozio di colori che si trovano nel medesimo edificio. Il proprietario - il marchese Cattaneo Adorno - vuole infatti ristrutturare l'intero palazzo, come sta già facendo per quello di fronte, e sostiene che per motivi di sicurezza deve per forza svuotare l'intero stabile. Ma non preoccupa soltanto una momentanea chiusura dei negozi, quanto la futura destinazione dei locali. Il proprietario rassicura dicendo che gli oneri d'urbanizzazione ai quali deve adempiere non faranno che valorizzare la zona limitrofa al palazzo: panchine, luci e fioriere. La vita della strada è fatta però soprattutto dagli antichi negozi che la popolano e gli abitanti non possono assistere alla distruzione di una bottega storica senza opporsi. Così è nato un comitato spontaneo di cittadini che ieri mattina alle 11 di fronte alla macelleria ha gridato forte il proprio dissenso per chiedere che le Belle Arti tutelino l'antico negozio, consentendo la ristrutturazione con la messa in sicurezza dell'esercizio, che - com'è già avvenuto in altri casi - potrebbe continuare a restare aperto durante i lavori. Il proprietario assicura che comunque non toccherà il bancone e al contempo informa che il locale servirà all'ubicazione dei cassonetti della spazzatura... beh allora continuiamo pure a pensare soltanto alla facciata!