La difesa Milan: «Meani non è un dipendente»

a) se Leonardo Meani svolga per conto del1'A.C. Milan l'incarico di addetto agli arbitri senza ulteriori attività e/o incombenti e circostanzi le modalità attraverso le quali Leonardo Meani esercita i suoi compiti e con quale frequenza frequenti i locali e lo staff organizzativo della società;
b) se il suo rapporto abbia carattere di collaborazione autonoma con cadenza annuale;
c) se paghi di tasca propria, mediante riaddebito, i costi dell'utenza telefonica mobile e, quando ritiene di farne omaggio, i biglietti e gli abbonamenti per le gare del Milan; descriva altresì altra circostanza utile alla descrizione del suo rapporto con il Milan».
Il Milan ha prodotto una documentazione che va dalla «copia del censimento depositato in Lega calcio dal Milan in data 5 agosto 2004», alla «tessera di Leonardo Meani rilasciata dalla Lega». E ancora «fatture di riaddebito a Leonardo Meani di traffico telefonico, biglietti e abbonamenti stadio, relativamente alla stagione sportiva 2004/2005; elenco delle utenze mobili del Milan con indicazione dei casi di riaddebito o meno».
Tutto per dimostrare che Meani non era un dipendente della società.