Difesa personale Arriva un master per sole donne

Avviso a tutti i malintenzionati. Da oggi, le loro deplorevoli malefatte potrebbero celare inaspettati risvolti. E non solo dal punto di vista legale. Potrebbero infatti incappare in una delle venti neo-diplomate al «Master di difesa personale femminile» promosso dal Consiglio di Zona 6. E allora sarebbero guai seri.
Venti ragazze, tutte poco più che ventenni, desiderose di imparare le più semplici - ma efficaci - tecniche di difesa e di fuga da un’aggressione. C’è Laura, studentessa allo Iulm, che ha approfittato della particolare occasione per unire l’utile al dilettevole: «Ottimo modo - racconta - per scaricare le tensioni dell’università e nel contempo aumentare la fiducia in me stessa». C’è Antonia, impegnata nelle pubbliche relazioni che spiega: «Da quando ho seguito questo speciale corso, giro sempre impugnando la chiave dell’auto come strumento di difesa». Il master, iniziato nel mese di dicembre, ha affrontato le più disparate tematiche per dare alle partecipanti la consapevolezza di non essere impotenti di fronte ad un possibile aggressore. Tecnica di difesa a mani nude e con oggetti di uso comune come chiavi e penne, analisi delle situazioni di pericolo, preparazione fisica e psicologica in contesti di allarme e aspetti giuridici della difesa personale, i temi affrontati durante le lezioni.
«Una brillante iniziativa - ha commentato il vice sindaco, salutando le partecipanti - che nasce in risposta ad alcuni episodi di violenza accaduti in quest’area. Un’iniziativa che sposiamo in pieno e che ci sta particolarmente a cuore, perché si collega alle tante battaglie intraprese dal Comune di Milano in difesa delle donne vittime di violenze sessuali, una questione che sta particolarmente a cuore all’amministrazione». Un impegno costante da parte del Comune volto a migliorare la qualità della vita dei milanesi attraverso una maggiore sicurezza urbana. «L’azione della giunta Moratti - ha ricordato De Corato - si estende al complesso sistema di videosorveglianza, agli interventi per la bonifica e l’illuminazione delle aree a rischio, al potenziamento del controllo del territorio tramite i 500 vigili di quartiere e alla costante attività contro il degrado urbanistico, terreno fertile per la criminalità». I malintenzionati, dunque, sono avvisati.