La difesa ribalta i ruoli «Raffaele è una vittima» Denunciati i coniugi Knox

DIFESA «Se fosse stato lui l’assassino non sarebbe andato in Questura col coltello»

Perugia Mentre prosegue il processo alla loro figlia e al suo ex boy friend, ora pure i genitori di Amanda, rischiano di finire alla sbarra: Curt Knox ed Edda Mellas, hanno ricevuto dalla Procura di Perugia un avviso di conclusione delle indagini per il reato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di alcuni agenti della squadra mobile del capoluogo umbro. Si tratta di un atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. In particolare nel provvedimento si fa riferimento a una intervista rilasciata nel giugno 2008 dai genitori della studentessa di Seattle a un giornale inglese, nella quale Curt Knox e Edda Mellas avevano riferito che Amanda aveva detto loro di avere subito degli abusi durante gli interrogatori in Questura, prima del suo fermo del 6 novembre del 2007.
Ieri intanto a prendere la parola, per le arringhe finali, sono stati i difensori di Raffaele Sollecito. L’avvocato Luca Maori si è si è soffermato sulle dichiarazioni di un testimone che ha inciso molto sulla ricostruzione dei fatti dell’accusa. Ovvero la signora Capezzali che la sera del 1° novembre 2007 avrebbe sentito un urlo straziante intorno alle 23,30 e poco dopo avrebbe sentito il rumore di passi in due diverse direzioni, come se più persone stessero fuggendo.
L’avvocato Maori considera non credibile questa ricostruzione: «L’abitazione della signora si trova in via del Melo, a duecento metri di distanza in linea d’aria dalla casa di via della Pergola teatro del delitto, ndr). Inoltre la signora ha ammesso che in casa ha doppie finestre anti-rumore e che quella notte erano rigorosamente chiuse. Eppure lei racconta di aver sentito un grido, e i passi di qualcuno che fuggiva sulla ghiaia. Mi ricorda molto quel film con protagonista un poliziotto con l’orecchio bionico che a distanza di chilometri riusciva a sentire i suoni di quello che accadeva lontano da lui».
Non l’unico affondo. Secondo il legale la seconda vittima di questo omicidio ancora senza perché «è proprio Raffaele». «Gli si è voluto cucire addosso un abito che non gli appartiene, la sua vita è stata esaminata persino andando a scavare sul passato della sua famiglia. Ma tutti i punti sono stati smentiti nel dibattimento».
Maori lo ripete ancora: Meredith sarebbe stata uccisa da un solo uomo, ovvero quel «Rudy Guede gia condannato col rito abbreviato a 30 anni».
«Se Sollecito fosse l’assassino - sostiene l’avvocato - non sarebbe tornato sul luogo del delitto, non avrebbe chiamato la polizia, non avrebbe avvertito le inquiline insieme ad Amanda. E si sarebbe recato nella località che insieme alla sua fidanzata aveva deciso di visitare, invece che recarsi spontaneamente in questura con un coltello a serramanico che lo avrebbe fortemente indiziato e con un paio di scarpe che sapeva potessero essere simili alle orme sul sangue lasciate nella casa. Lui l’ha fatto perché, da innocente, non temeva nulla».