LA DIFESA: «È UNA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA»

Non ha perso tempo il gip della Procura di Milano, Clementina Forleo, che aveva promesso di chiudere entro la giornata di ieri le indagini sulle vicende legate alla scalata all’Antonveneta da parte della Bpi-Banca Popolare Italiana: il deposito dell’avviso di chiusura indagini è regolarmente avvenuto, e ha riservato un colpo a sorpresa, con l’iscrizione nel registro degli indagati del senatore ligure di Forza Italia Luigi Grillo. Per lui l'ipotesi di reato è concorso in aggiotaggio, reato che consiste nel «provocare illecitamente il rialzo o il ribasso dei prezzi o dei cambi, specialmente attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose». Un’accusa immediatamente respinta, con serenità ma anche con estremo vigore, dall’interessato che replica: «Ma quale aggiotaggio! Ho investito nell’operazione solo poche migliaia di euro. Sono fermamente convinto della bontà del progetto industriale della Banca Antonveneta: creare una grande banca italiana nel nord est aveva una sua validità. Sono sereno - insiste il senatore azzurro - ritengo di non aver fatto nulla di illegale, come ho più volte dichiarato. Non credo di aver mai compiuto speculazioni sulla banca in questione. Ma sono anche amareggiato: ci troviamo ancora una volta di fronte a una strumentalizzazione a fini politici, dal momento che nessuno ha mai notificato a me direttamente la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati che ho appreso tramite l'Agenzia Ansa». Grillo ha ricordato infine che da mesi viene indicato come uno dei registi della scalata: «Sono voci fuori dalla realtà e ora sono curioso di andare a vedere le carte per capire nel merito di che cosa sono accusato. Ho ripetuto più volte di essere stato convinto di investire in quel progetto, il resto sono soltanto maldicenze». E su Fiorani, dichiara: «Quando era amministratore della Banca lo ritenevo un ottimo banchiere». Il nome di Grillo era ricorso nei verbali degli interrogatori resi nei mesi scorsi dall'ex amministratore delegato di Bpi, Gianpiero Fiorani, e dell'ex direttore generale Gianfranco Boni, che domenica avevano ottenuto gli arresti domiciliari dopo quasi quattro mesi di carcere a San Vittore per l'ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, ricettazione e aggiotaggio. In particolare, secondo dichiarazioni di Fiorani, Grillo avrebbe avuto un ruolo di «lobbysmo puro, perché con le sue frequentazioni politiche nazionali avrebbe tentato di appoggiare un grande progetto industriale di importanza nazionale».