La difesa Tanzi: «Non ero più io a comandare»

Nel corso di una delle ultime udienze Calisto Tanzi ha preso la parola per ribadire la sua linea difensiva: «Non avevo più il timone di Parmalat». Tanzi sostiene che il gruppo di Collecchio venne risucchiato nel vortice della «finanza creativa» su pressione delle banche che puntavano così a garantire la propria esposizione. Del reale stato di salute di Parmalat il suo fondatore giura di essersi reso conto solo al momento del crac.
Tanzi nega di avere accumulato fortune nascoste ma ammette di avere pensato alla fuga in America Latina per evitare l’estradizione.