Difesa, Trezegol e Del Piero Ecco tutti gli errori di Ranieri

Sei gol subiti in due partite, il francese scaricato e i capricci di
Alex. <strong><a href="/a.pic1?ID=343605">Recupero di serie A: l'Udinese sbanca Reggio</a></strong>

Ha rovinato tutto: la Juve naturalmente. E Ranieri di conseguenza. Mourinho se la ride, Moratti pure. Gli inguaribili romantici diranno che vale per il blasone, ma che senso avrà la partita con l’Inter? Meglio guardarsi dal Milan. Forse Ranieri non dovrà tener stretta la panchina, però ha perso la sua scommessa. Chi annusa calcio sa bene quel che si dice del tecnico bianconero: bravo, d’accordo, ma fino ad un certo punto. Non ha il carisma del vincente, ti porta le squadre ad un certo livello però non gli riesce il salto di qualità. Doveva provarci stavolta: era necessario per lui e per metter al silenzio malelingue che tali non sono, visti i risultati. Era importante per la Juve, per le sue scelte, per il campionato, per quel pizzico di suspense e spettacolo che dovrebbe mantenere un torneo come il nostro. L’Inter ha fatto tanto per mantenere vivo l’interesse, la Juve ha fatto solo danni a se stessa. Ieri l’Inter ha trasformato l’allenamento in una festa, la Juve ha continuato nella sua Quaresima. Fotografia perfetta di un the end.

DIFESA COLABRODO
A questo punto Ranieri e la Juve possono fare solo mea culpa, al di là delle attenuanti stagionali (infortuni, rosa inferiore all’avversaria, minor buona sorte). Ma quando subisci sei gol e perdi cinque punti in due partite, incassi tre volte tre reti negli ultimi dieci match, puoi solo concludere di avere una difesa colabrodo, un portierone che non vale il sacrificio del non venderlo, dietro cospicua contropartita, e un allenatore che ha messo poco del suo per trovare soluzioni ad una difesa così allegra. La Juve ha subito sei reti più dell’Inter ma terribilmente più pesanti, quattro sconfitte in più che fanno la differenza e spiegano tanto. Mourinho si è sempre preoccupato di fortificare la difesa, pur con una squadra inguardabile nel gioco. Ranieri ha provato altre vie ed ha perso la scommessa.

SERVONO ACQUISTI
Per diminuire il gap fra Inter e Juve serviranno acquisti più numerosi e mirati di quanti ne abbia messi in preventivo il club. Se a Mourinho addebitiamo errori di mercato, che hanno messo a rischio la stagione nerazzurra, altrettanto va detto di Ranieri che ha puntato su Poulsen a centrocampo, tralasciando qualità e alternative di gioco, e non ha cercato difensori più solidi. Conta anche il centrocampo nell’assestamento difensivo. Ma non solo. Subire dieci punti di distacco da questa Inter, significa rischiare di subirne molti di più, se Mourinho non sbaglierà ancora la lista della spesa. La Juve ha tenuto per mezzo campionato, poi ha scontato le sue debolezze e l’incapacità del tecnico di inventarsi qualcosa. Nei momenti cruciali sono mancati uomini importanti, ma la Juve si è afflosciata, ripiegata su se stessa.

TREZEGUET DIMENTICATO
Il francese ha rotto con il tecnico, ma è vero che l’allenatore ha rotto Trezeguet, giocattolino delicato, terribilmente redditizio sapendolo usare. Rinunciare all’unico uomo-gol doc è stato errore di valutazione, talvolta compensato dalla buona vena di Iaquinta. Trezegol ha messo tanto per recuperare e Ranieri si è affidato a Del Piero e Amauri. Non poteva dimenticarsene. Il francese non è mai stato un calciatore di movimento, solo un falco d’area. Non c’è bisogno di allenare la Juve per saperlo. Dunque inutile chiedergli altro. Certi che nei momenti difficili è più affidabile lui di dieci Amauri. La Juve si è dannata per recuperare il brasiliano, in vista dell’Inter, ma sarebbe stato meglio che Amauri avesse sbagliato meno gol in precedenza. E Trezeguet ha dichiarato a Le Figaro di essere onorato di appartenere alla Juve. Se Ranieri vuol intendere... sarà difficile disfarsene senza pagar dazio.

PRIGIONIERO DI DEL PIERO
Toccare Del Piero e impigliarsi nella più vischiosa delle trappole è tutt’uno. Non c’è da invidiare il povero Ranieri: il tifo bianconero non perdona chi tocca il capitano, il capitano non ama esser toccato, ma per il bene della Juve andrebbe riconsiderato il suo apporto alla causa. Talvolta il tecnico si è inventato sostituzioni improbabili per evitare lo scontro. Del Piero è stato determinante per una decina di partite poi è tornato ai tempi di Capello, quando sembrava avviato alla pensione. Troppo facile tenerlo a bada per gli avversari.
Oggi la Juve sembra scollata in alcune componenti. Non c’è solo Del Piero a non digerire l’allenatore. Sabato mancheranno Camoranesi, Marchisio e Sissoko, ovvero il gruppo più affidabile della squadra. Il solito pendolarismo tra emergenza e futuro. Che non vuol dire scudetto.