«Difficile ammazzare nel sonnambulismo»

Enza Cusmai

«Epilessia e parassonia sono due patologie che causano confusione mentale, ma molto raramente provocano comportamenti aggressivi e quasi mai violenti. In ogni caso, per determinare questa malattia serve una diagnosi che un elettroencefalogramma da solo non può fornire». Dante Facchetti, responsabile di neurofisiopatologia a Niguarda di Milano, collabora con il Centro del sonno ma sul caso Franzoni non si sbilancia. Anche se è molto scettico sull’ipotesi della violenza efferata sotto l’effetto di sonnambulismo. «Al massimo possono verificarsi casi di aggressione sessuale ma un omicidio mi pare poco probabile».
Professore, cosa sono le parasonnie?
«Sono disturbi del sonno come il sonnambulismo. In questa situazione uno si alza, si muove, parla, in stato di incoscienza. C’è un risveglio parziale, il corpo esegue azioni complesse ma il soggetto non è veramente cosciente e quando si sveglia non ricorda più nulla. Questo disturbo colpisce soprattutto i bambini ed è benigno, cioè quasi sempre si guarisce con l’età».
E cosa succede nelle persone adulte?
«I casi sono più rari. Le parasonnie provocano nel malato un risveglio confusionale, si muove e cammina ma non con completa coscienza, esegue azioni apparentemente normali. Il suo comportamento è sbagliato, impreciso. Esce di casa, guida e magari passa con il rosso, poi può non ricordare il fatto. Esegue degli automatismi».
Quindi in questo stato una persona normale potrebbe compiere un’azione violenta.
«Non è impossibile che ciò accada. Una mia paziente aveva avuto, di notte, un comportamento sessualmente aggressivo, non normale e non ricordava assolutamente nulla. Fosse stato un uomo sarebbe stato accusato di violenza. Però ci fermiamo lì. Una cosa è essere aggressivi un'altra cosa invece è compiere un omicidio».