Il diffusore non è fuori legge Adesso la Ferrari deve correre

nostro inviato a Shanghai

Come previsto, come volevasi dimostrare. La corte d’appello della Fia ha messo per iscritto ciò che la Federazione aveva ampiamente fatto capire: e cioè che per mister Max Mosley, presidente dell’auto, e i suoi tecnici chiamati a sorvegliare le regole, il famigerato diffusore furbetto che incolla all’asfalto le Brawn Gp, le Toyota e le Williams, è legale, anzi di più, è legalissimo, se non benemerito. E questo con buona pace della Ferrari assurta a capopolo - assieme a Renault e Bmw – della rivolta dei sette team regolari contro i tre irregolari. O meglio, ex irregolari.
Perché i cinque signori della corte d’appello Fia - tali Pierre Tourigny (canadese), Philippe Roberti del Winghe (belga), Harry Duijm (olandese), John Cassidy (statunitense) e Guido de Marco (maltese) - hanno dato simpaticamente ragione alle tesi di mister Ross Brawn e del delegato tecnico della Federazione, Charlie Whiting. «Dopo aver ascoltato gli argomenti e le prove presentate – hanno scritto i signori – abbiamo concluso che gli steward hanno correttamente giudicato e che le auto in questione rispettano le regole vigenti».
Di certo, c’è che mister Mosley ha vinto di nuovo (e con lui anche il patron del Circus, Ecclestone) perché, di fatto, la sentenza divide ancor di più al suo interno la neonata associazione dei team e, soprattutto, costringe le grandi squadre a una rincorsa disperata per recuperare il tempo perduto adottando anch’esse i diffusori che grazie all’effetto suolo regalano un secondo al giro (la Ferrari ce la farà non prima di Montecarlo, il 24 maggio). A Maranello, giusto per rendere l’idea, dovranno intervenire su tutta la parte posteriore, comprese sospensioni e scatola del cambio, un lavoretto stimato fra i 5 e i 10 milioni di euro. Meno complicata la situazione per la Renault, che è arrivata in Cina con un prototipo del nuovo diffusore. Fatto sta, tutte le grandi ex, McLaren e Bmw comprese, dovranno fare in fretta, visto che la classifica costruttori è dominata da Brawn Gp e Toyota e che Button ha tutta l’intenzione di vincere anche qui.
«Restiamo in attesa di conoscere le motivazioni che hanno portato la corte a respingere l’appello – dirà a caldo il capo della Gestione sportiva Ferrari, Stefano Domenicali –. Purtroppo, ora siamo costretti a intervenire su elementi fondamentali del progetto della F60 per poter lottare con certe squadre su un piano di uguaglianza regolamentare e questo richiederà tempo e denaro... Adesso moltiplicheremo i nostri sforzi per riportare la squadra al massimo livello di competitività». In serata, verrà reso noto il contenuto di una sua mail inviata a tutta la squadra: «Questa decisione - scrive Domenicali - sancisce la legalità di soluzioni che secondo noi violano lo spirito e i principi legati alla riduzione del carico aerodinamico...». E conclude: «So di poter contare sulla vostra professionalità e sul vostro orgoglio. Mettiamocela tutta come sempre».
Ben altro l’umore in casa Brawn. «Comprendiamo – spiega Ross - il diritto degli avversari di mettere in dubbio e indagare qualsiasi aspetto delle nostre auto...», detto questo «il reparto tecnico Fia, i commissari dei Gp di Australia e Malesia, e ora cinque giudici della corte hanno confermato che le nostre monoposto sono totalmente regolari...» per cui «questa vicenda è chiusa e possiamo dedicarci alla sfida in pista per il mondiale».
Già, il mondiale. Mago Brawn fa bene a ricordarlo, perché tra le ragioni per cui la Fia avrebbe chiuso un occhio riguardo all’interpretazione del diffusore, c’è la consapevolezza che un campionato dove le Cenerentole iniziano a pirlare le grandi è certamente molto appetibile quanto a interesse e audience. Problema? Da qui alla Spagna e a Montecarlo, in attesa che le grandi cadute adottino il diffusore, le Cenerentole Brawn il campionato in questione potrebbero ipotecarlo per poi chiuderlo entro luglio. E allora sai che audience...