«Il digiuno? Un’occasione per purificare l’anima»

Rassmea Salah, 24 anni, italoegiziana, rispetta il digiuno del Ramadan: «Lo faccio perché ci credo e non perché si tratti di un precetto religioso», chiarisce la giovane «praticante, ma non al cento per cento». Spiega: «Credo che il digiuno e la sofferenza ci aiutino ad avvicinarci alle persone più svantaggiate. L'uomo è spesso egocentrico e sembra ignorare chi soffre. Il digiuno è un'occasione per purificare l'anima». Dopo il mese di espiazione, però, arriva anche il momento dei festeggiamenti: «La prima sera festeggio in modo tradizionale, con la preghiera alla mattina e la cena in famiglia alla sera - racconta Rassmea -, poi è la volta dell'aperitivo con gli amici».