La Digos indaga sui contestatori al Motorshow

da Bologna

La Digos di Bologna sta esaminando i filmati girati e le foto scattate il giorno dei fischi al premier Romano Prodi al Motorshow. Alla Procura di Bologna non è arrivata alcuna segnalazione e «non c'è alcun fascicolo aperto», ha precisato però il procuratore capo Enrico Di Nicola.
E la Questura del capoluogo emiliano, ieri, ha diffuso un comunicato per smentire che ci siano state pressioni per indagare sulla contestazione che il premier aveva subito definita organizzata dalla destra: «La Questura di Bologna smentisce in modo assoluto e categorico di aver mai ricevuto sollecitazioni o indebite pressioni da parte del presidente del Consiglio o da chiunque altro», precisando, però, che «come di consueto, gli accertamenti svolti dagli uffici competenti si sono limitati ad una ricostruzione della vicenda». Anche perché per procedere in una indagine vera e propria serve una denuncia da parte di Prodi che non è stata presentata.
Sulla vicenda, però, c'è un ulteriore retroscena, in grado forse di chiarire una volta per tutte la natura della protesta: lunedì il procuratore Di Nicola aveva anticipato che tra la folla di giovani che fischiavano e gridavano «buffone» all'indirizzo del premier non erano stati notati volti «noti» di eventuali attivisti di destra, quelli che la Digos ben conosce. Insomma, allo stato Digos e Procura indirettamente sembrano confermare che la protesta rivolta domenica contro il presidente del Consiglio sia stata del tutto spontanea e per nulla organizzata da militanti di partito.
A seminare il dubbio che Prodi avesse chiesto in qualche modo un controllo sui fischiatori era stata per prima «Striscia la notizia»: lunedì sera il tg satirico di Canale 5 aveva mostrato un video inedito in cui il premier, in piedi sul palco accanto Red Ronnie, indicava qualcuno tra la folla, dicendo rivolto al presentatore: «È quello là che ha organizzato la manifestazione». Dopo alcuni articoli sul Resto del Carlino, che però davano notizia soltanto dell'acquisizione di filmati e foto da parte della Digos, il caso è stato sollevato ieri anche in Parlamento: «L'identificazione dei contestatori del premier Romano Prodi avviate dalla Questura di Bologna sono inopportune e inaccettabili», ha denunciato il deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, annunciando di voler rivolgere un'interpellanza al governo.