Diktat di Bankitalia, ora i dipendenti-soci rischiano di perdere il controllo del gruppo

Bankitalia mette all’angolo i dipendenti-soci di Bipiemme. La Vigilanza ha approvato il nuovo statuto per il salto del gruppo di Piazza Meda verso il duale ma ha posto condizioni durissime: a partire dall’aumento da 3 a 5 delle deleghe di voto (già bocciato dall’assemblea dei soci a giugno) e da un quorum più stringente per la nomina o la revoca del consiglio di gestione da parte del consiglio di sorveglianza, con il parere determinante dei consiglieri di minoranza.
Dal cds, dove siedono i rappresentanti dei dipendenti-soci, vengono esclusi gli attuali componenti del board. E la sorveglianza si vede ridimensionata nei poteri: Via Nazionale prevede in particolare di cancellare, tra i compiti del presidente del consiglio di sorveglianza, quello di sovraintendere la gestione dei rapporti con i soci. Non solo: «l’attribuzione del potere di ammissione ed esclusione dei soci», viene ora affidato «al consiglio di gestione» anche se «nell’ambito delle linee generali stabilite dal consiglio di sorveglianza».
Il cds dovrà poi ripartire «la competenza in tema di politiche di remunerazione» con l’assemblea. Chiesti inoltre «criteri più stringenti» per la formazione delle liste, con l’esclusione degli attuali membri del consiglio di amministrazione. Bankitalia specifica che i cambiamenti apportati allo statuto di Bpm sono «funzionali all’esigenza di assicurare la sana e prudente gestione» alla cooperativa milanese mediante «una netta separazione tra proprietà e gestione, una chiara ripartizione dei compiti tra gli organi aziendali e una maggiore incisività del ruolo dei soci di capitale».
Le modifiche apportate da via Nazionale andranno direttamente all’assemblea del 22 ottobre, dove la lista presentata dagli Amici con il sostegno dell’asse Fisac-Uilca e il placet di Bonomi sfiderà quella disegnata da Fabi e Fiba con Matteo Arpe come consigliere delegato in pectore.