Diktat della Cgil: "Abolire lo scalone, su questo noi non scherziamo"

Epifani avverte il premier: intervenire prima del Dpef. Rutelli: rivedere i coefficienti e alzare l'età. Forza Italia: Prodi ostaggio dei comunisti, non farà mai la riforma"

Bologna - «Lo scalone ha implicazioni che scardinano la riforma Dini e quindi deve essere abolito. È la prima cosa da chiedere al governo, e su questo non scherziamo, e il governo lo deve sapere». Così Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, intervenendo a Bologna oggi all'assemblea della Cgil Emilia Romagna detta le condizioni del sindacato al governo Prodi. Il braccio di ferro continua e la Cgil inizia giocare pesante, il monito “non scherziamo” la dice lunga sulle difficoltà che scuotono i partiti dell’Unione. E il dibattito, dopo l’avvertimento della Ue a Prodi “andate avanti…” riaccende lo scontro. Anche se in serata Prodi da Bucarest ha detto che il governo "rispetterà l'agenda".

Damiano: non ci sono tagliole Il ministro del lavoro Cesare Damiano assicura che sul varo della riforma “non ci sono tagliole”, neanche se a incombere sono le amministrative. Non sono abituato a porre vincoli alle trattative, la data del 31 è indicativa. Io sono abituato a discutere con tempi giusti". Per Damiano non si tratta di parlare di "riforma, ma di completamento della Dini. Il dovere di sintesi è imprescindibile e necessario e spetta al presidente del Consiglio".

Rutelli: l'età va innalzata Deciso ad andare avanti è il vicepremier e leader della Margherita Francesco Rutelli: “I coefficienti devono essere aggiornati per mantenere la sostenibilità del sistema – dice -. Ma noi difendiamo l'adeguamento del potere d'acquisto delle pensioni, perchè non vogliamo che domani si abbia una pensione che vale il 45% del proprio reddito”. Ma poi aggiunge che l'innalzamento dell'età pensionabile “si deve fare gradualmente perché aumenta la lunghezza media della vita. Anche un bambino capisce che non ci sono i soldi. Quindi, dobbiamo fare in modo che ci siano più contributi, che cresca il monte della disponibilità da parte dell'Inps, che si rafforzi il pilastro integrativo e che ci sia più giustizia e sostenibilità altrimenti i nostri figli non riusciranno ad avere una pensione”.

Forza Italia: Prodi non farà la riforma Sullo scontro a tutto campo che divide la maggioranza interviene Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia: “Il nodo delle pensioni sta venendo al pettine. Questo governo non è in grado di fare alcuna riforma. Se Prodi e compagni continueranno a farsi dettare l'agenda politica da Rifondazione e dai Comunisti Italiani, come a Caserta è apparso in tutta la sua drammatica evidenza, i nostri giovani rischiano di pagare agli anziani di oggi una pensione che loro non vedranno mai. Disattendere la riforma del centrodestra è un errore madornale e avrebbe effetti devastanti. Anche per questo l'agenzia internazionale Fitch fa sapere oggi che nessun rialzo del rating italiano è previsto all'orizzonte”. “E sarebbe molto grave se questo governo del faremo, vedremo, diremo, dovesse rimandare una decisione fondamentale per il futuro dei nostri giovani - conclude Schifani -. Per incapacità politica o per mero calcolo elettorale, in vista delle amministrative”.