Dilaga la Juventus delle seconde linee

Le reti di Legrottaglie e Salihamidzic spianano la strada alla Signora: nessuno scampo per una Reggina che resiste solo un tempo. Va ancora a segno anche Trezeguet che realizza il suo gol numero 101 in campionato e resta capocannoniere

Torino - Legrottaglie e Salihamidzic per battere la Reggina: la Juve che centra la seconda vittoria stagionale davanti ai propri tifosi ringrazia un giocatore che in estate avrebbe voluto cedere a tutti i costi e un altro arrivato a parametro zero. Il calcio è bello perché è vario e, per una volta, è piacevole che salgano agli onori della cronaca giocatori non strapagati e coccolati dal mattino alla sera. Alla fine: quattro a zero (a segno anche Trezeguet e Palladino) per la Juve, proiettata ora verso il derby di domenica sera e con la testa piena di pensieri piacevoli. Non sarà forse in grado di lottare per lo scudetto, la truppa di Ranieri, però pare avere trovato la quadratura del cerchio e un entusiasmo nuovo, frutto probabilmente della bella avventura in quel di Roma. Certo serviranno banchi di prova più probanti di quello rappresentato ieri dalla squadra di Ficcadenti, ma intanto siamo al due su due e la classifica si è fatta simpatica.

Ranieri sceglieva di confermare il modulo adottato a Roma cambiandone gli interpreti: Tiago faceva il Del Piero dietro le due punte Palladino e Trezeguet, per il resto Zanetti veniva confermato come fulcro del gioco in un centrocampo a rombo che prevedeva sugli esterni Nocerino e Salihamidzic. Il pensiero del derby di domenica prossima portava così a cambiare sei undicesimi della formazione iniziale: erano naturalmente i bianconeri a fare gioco, mentre la Reggina rimaneva chiusa il più possibile nonostante un 4-3-3 spregiudicato solo sulla carta. Buffon prendeva freddo e basta, Campagnolo era invece chiamato subito a un mezzo miracolo su colpo di testa di Legrottaglie, rilanciato alla grande dopo il ko di Andrade. A proposito: il portoghese è stato operato ieri pomeriggio presso la Clinique Juge di Marsiglia, dove il professor Jean Pierre Franceschi ha provveduto all'osteosintesi della rotula utilizzando un innesto di frammento osseo prelevato dalla cresta iliaca e consolidata con un cerchiaggio. L'operazione, durata circa due ore, è perfettamente riuscita ma la ripresa agonistica è prevista non prima di circa cinque mesi. La Juve cominciava bene e Tiago, all'esordio dal primo minuto, faceva la "lavatrice" ripulendo ogni pallone che gli capitava in zona: il gol però non arrivava perchè Campagnolo era super in almeno tre circostanze nel corso del primo tempo ingaggiando una specie di duello personale con Trezeguet, omaggiato prima dell'inizio del match di una maglietta che ne celebrava i cento gol in serie A, settimo juventino nella storia a raggiungere tale traguardo dopo Boniperti, Del Piero, Sivori, Bettega, Hansen e Borel II. Pian piano la Reggina prendeva coraggio, pur senza fare nulla di trascendentale e avvicinandosi dalle parti di Buffon solo grazie a una conclusione dal limite di Amoruso. Poca roba, ma non si poteva pretendere che fossero i calabresi a gettarsi all'assalto. Ne veniva così fuori una prima parte di gara piacevole ma in cui la Juve vedeva pian piano inaridirsi la propria vena creativa: era piaciuto Nocerino per i suoi inserimenti, mentre dall'altro lato Molinaro e Salihamidzic non creavano mai superiorità numerica. In quanto a Palladino, altro esordiente dal primo minuto, venivano in mente i rimbrotti fattigli dallo stesso Ranieri che lo avrebbe voluto più concreto fin dal primo giorno di ritiro estivo.

Fortuna ha voluto per la Juve che la Reggina rimanesse negli spogliatoi qualche minuto più del consentito, almeno con la testa. Così, per sbrigare la pratica, bastava iniziare la ripresa con la faccia cattiva: due calci d'angolo, due palle più o meno sporche in mezzo all'area e altrettanti gol segnati in una manciata di minuti con due operai del pallone. Sarà contento Ranieri, che ha sempre detto di volere una Juve «provinciale» nell'atteggiamento e nel modo di stare in campo. A quel punto non restava che aspettare i risultati (positivi) provenienti dagli altri campi, festeggiare il gol numero 101 in serie A di Trezeguet, il segnale di vita lanciato da Palladino e preoccuparsi un minimo per l'uscita dal campo di un Buffon leggermente zoppicante. La perfezione non è di questo mondo, ma oggi la Juve ha tanti motivi per sorridere.