Dilaniato da uno squalo in viaggio di nozze «Ero lì, è stato orribile»

Doveva essere il paradiso, è stato l’inferno. Doveva essere un sogno, è stato un incubo. Ian Martin Raymond, inglese del Lancashire aveva 30 anni e tutti i sogni ancora intatti. Era in luna di miele con la sua Gemma, sulla spiaggia di Anse Lazio, a Praslin, Seychelles, una lingua di sabbia bianchissima incorniciata da palme e arbusti tropicali e bagnata da acque trasparenti: uno dei posti più incantevoli del mondo. Vado a fare un bagno, deve aver detto, è stato dilaniato da uno squalo tigre a poche decine di metri dalla riva.
Raymond si trovava nell'arcipelago dell'Oceano Indiano dalla vigilia di Ferragosto e si era sposato solo sette giorni prima. Aveva scelto la stessa meta del viaggio di nozze di William e Kate, lo sfondo di un film di tanti anni fa, «10», con Bo Derek. Una spiaggia incantevole, ma piena di trappole, scenario di una tragedia simile solo due settimane fa, quando un turista francese, Nicolas Francois Virolle, 36 anni, era stato divorato da uno squalo, senza nemmeno spingersi oltre i 30 metri dalla riva. Lo racconta un testimone, il giovane torinese I.F., che accusa le autorità locali di aver sottovalutato il pericolo: «Non c'era alcun cartello o avviso negli alberghi che mettesse in allarme i turisti - ha spiegato all'Ansa - e sulla spiaggia non c'è alcuna postazione di soccorso. L'ambulanza poi è arrivata 40 minuti dopo, senza medico a bordo».
Racconta di aver richiamato una coppia che si era allontanata dalla riva poco prima di Raymond. La scena, spiega, è stata terribile: «L'inglese si è buttato in mare da un catamarano e poco dopo l'acqua è diventata rossa. C'e stato trambusto attorno all'imbarcazione, a una ventina di metri dagli scogli, poi è arrivato un gommone a gran velocità. Ian è arrivato a riva con un braccio staccato, usciva solo l'osso dalla spalla, e una gamba maciullata e strappata all'altezza della coscia». Ancora vivo però. Inutili i soccorsi. Un medico, che si trovava in spiaggia per caso, ha provato a bloccare l'arteria femorale del giovane con un laccio di fortuna: troppo tardi, perché Martin era ormai dissanguato.
L'isola ospita ogni anno numerosi turisti europei, soprattutto italiani e inglesi «molti dei quali - ha aggiunto il testimone - con figli piccoli al seguito». L’ultima tragedia del genere risaliva al 1963 e l’assassino «non è un animale del nostro mare» giurano qui. Le autorità delle Seychelles, dopo la tragedia, hanno chiuso numerose spiagge e proibito le immersioni in alcune aree mentre il ministro degli Interni, Joel Morgan, ha convocato una riunione d’emergenza per decidere le misure da adottare a tutela dei turisti e della popolazione. Meglio tardi che mai.
É andata diversamente a un altro ragazzo di 25 anni aggredito uno squalo nel mar del Giappone, estremo oriente russo, una regione dove una cosa del genere non era mai successa, che ha perso, divorate dai morsi, entrambe le braccia. L’hanno portato all’ospedale, nel Khassan, privo di sensi e con le braccia amputate fino al gomito, ma salvo. Sopravviverà.
Il predatore più temuto dei mari, lo squalo, raramente aggredisce l’uomo. Ma è un girovago che ispira le fantasie degli adulti e i giochi dei bambini. Qualche volta, anche incubi a occhi aperti.