Il dilemma sul luogo dei funerali

Serbia, Montenegro o Russia: lite in famiglia e pressioni dei nazionalisti

È giallo - fra strumentalizzazioni politiche e liti in famiglia - sui funerali e sul luogo di sepoltura di Slobodan Milosevic. Attorno alla sua salma, che oggi sarà restituita ai familiari, si serrano i compagni del Partito socialista serbo (Sps, ex comunisti), decisi a trasformare le esequie in un «messaggio di protesta» contro il Tpi ancor prima che in una glorificazione dello scomparso. Per un funerale solenne a Belgrado, con tanto di inumazione nel famedio del Viale dei Grandi, strepita anche il Partito radicale (Srs, ultranazionalisti), pronto a cogliere la palla al balzo per tentare una prova di forza, in occasione dell’estremo saluto, contro l’attuale dirigenza moderata del Paese. A complicare i piani ci sono però le resistenze del governo, che vorrebbe evitare di dare un palcoscenico alle forze revansciste, e se mai fosse costretto a dare ospitalità alle spoglie di Milosevic preferirebbe la periferica cittadina natale di Pozarevac a Belgrado. Ma più del governo sono i familiari a dover parlare. E qui le cose si ingarbugliano, poiché sul luogo di sepoltura sembra essere scoppiata una lite familiare. Marja Milosevic, eccentrica figlia di Slobo, si oppone a un’inumazione in Russia - dove hanno trovato asilo sua madre e suo fratello -, ma anche in Serbia. Ed è parsa decisa a dargli semmai l'ultima dimora in Montenegro. Ma la vedova, Mirjana Markovic, e il figlio Marko sono entrambi ricercati dalla magistratura serba per malversazione e sono rintanati a Mosca. Rischiano l’arresto (ieri il presidente serbo Tadic ha detto che non concederà la grazia) e quindi vorrebbero i funerali in Russia. Ma Marja non ci sta e, incurante delle mire politiche dei nostalgici, non sembra neanche d'accordo su un grande funerale simbolico in Serbia. E su questo punto il dissenso si è scatenato con lo zio Borislav, l’ex ambasciatore fratello di Slobo, secondo il quale le esequie in patria sarebbero la risposta giusta a «tutti coloro che vogliono espellere il nome Milosevic dalla storia della Serbia».