Diliberto celebra i fantasmi del comunismo: omaggio alla mummia di Lenin

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Il leader del Pdci depone un garofano al mausoleo del rivoluzionario. Poi dice scherzando: &quot;Vogliono fare un referendum per spostare la salma di Lenin da un'altra parte? Portiamola a Roma...&quot;
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Mosca - E poi dicono che il comunismo, quello rivoluzionario per di più, è un fantasma... Per il segretario del Pdci Oliviero Diliberto non è così, altro che fantasma orrori del Novecento. Il leader dei comunisti italiani non la pensa di sicuro così e sogna ancora le "sorti progressive... ecc. ecc." tanto da aver reso omaggio oggi sulla Piazza Rossa, al mausoleo di Lenin insieme a una delegazione di un centinaio di militanti del suo partito e di numerosi esponenti di delegazioni comuniste straniere, a Mosca per commemorare domani il
novantesimo anniversario della Rivoluzione d'ottobre.

"La mummia di Lenin? Portiamola a Roma..." E se i russi vogliono fare un referendum per "liberare" la Piazza Rossa dall'inombrante presenza del mausoleo, Diliberto provoca scherzosamente: "Portiamola a Roma". I comunisti mondiali sarebbero felici, finalmente i cosacchi potrebbero abbeverare icavalli nelle fontane del Vaticano... Battute a parte, Diliberto era al fianco di Ghennagi Zhiuganov, leader dei comunisti russi, e ha deposto un garofano rosso all'esterno del mausoleo e poi si è soffermato brevemente ai piedi del corpo mummificato del padre della rivoluzione. La visita è proseguita nel retrostante cimitero dove, sotto e dentro le mura del Cremlino, sono sepolti i grandi protagonisti della storia sovietica, compreso Stalin. Per il leader dei comunisti italiani è la seconda visita al mausoleo che ospita il fondatore dell'Urss. Le delegazioni dei partiti comunisti stranieri, circa 60, si sono poi dirette nella sala delle colonne, nell'ex palazzo dei sindacati, per una cerimonia che si concluderà nel pomeriggio. Domani, invece, è prevista una marcia e poi il comizio in piazza del Maneggio, sulla soglia della Piazza Rossa, dove Diliberto salirà sul palco insieme a Zhiuganov, fotografia dei nostalgici del comunismo.