Da Diliberto il primo schiaffo: «Romano? Non ci interessa»

da Roma

I rametti dell’Ulivo dicono sì alla lista proposta da Romano Prodi, ma c’è chi dice che al di là delle parole ci siano molte perplessità e forti timori per un’implosione della coalizione. Soprattutto nello Sdi - dove il presidente Enrico Boselli ufficialmente dichiara di «apprezzare la decisione che è stata presa da Romano Prodi per rilanciare il progetto dell'Ulivo. Questa scelta che considero positiva, sarà al centro dei lavori del nostro Consiglio nazionale che si terrà questa domenica». La prospettiva di una lista unitaria con i Ds e gli altri ramoscelli (con l’assenza della Margherita) viene vista come un pericoloso sbilanciamento a sinistra della coalizione con i socialisti in posizione decisamente minoritaria. Schierato decisamente con Prodi è Antonio Di Pietro che dichiara che «la proposta avanzata da Romano Prodi di una lista che recupera lo spirito originario dell'Ulivo, quella coalizione di forze di cui da tempo Idv si sente parte integrante, ci convince pienamente». «Accogliamo dunque la proposta del nostro leader - aggiunge Di Pietro in una nota congiunta con il portavoce Nello Formisano - confermandogli il nostro sostegno nel percorso unitario che già ci vede impegnati dalla prima ora». Domani il partito di Di Pietro analizzerà la situazione nell’esecutivo straordinario «per individuare quali iniziative Idv possa porre in essere, per rafforzare lo spirito di coalizione nell'Unione e per consentire che l'Ulivo di Prodi, che dal '96 è presente in ogni battaglia elettorale, anche nel 2006 possa svolgere fino in fondo la sua funzione, che è quella di portare alla vittoria il centrosinistra». Dai Repubblicani europei di Luciana Sbarbati arriva un sostegno pieno: «Ho letto la proposta di Romano Prodi - afferma il segretario dei Repubblicani europei - la giudico positiva e convocherò immediatamente gli organi del partito per valutarla». Per i Verdi la leadership di Prodi non è in discussione: «Prodi è e sicuramente resterà il leader della coalizione. Se Prodi avrà un programma unitario, e lo avrà, sicuramente resterà il leader. Le liste del proporzionale sono un argomento di discussione, ma non mettono in discussione la leadership di Prodi». Inascoltato, Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, in serata aveva chiesto «a Prodi di non spingere troppo a fondo perché la sua leadership non è legata a un progetto riformista». Poi lo schiaffo: «La scelta di Prodi? Non ci interessa». A Rutelli, «dico invece di non affondare il coltello nella piaga. Entrambi devono fare un passo indietro. La gente non capisce di cosa stanno discutendo. Il nostro avversario si chiama Berlusconi». Troppo tardi.

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