Dillon: «Amo Bukowsky ma non vivo come lui»

L’attore ha presentato il suo film Factotum, in cui interpreta l’alter ego dello scrittore: «Sono ingrassato per questo ruolo»

Lucio Giordano

da Saint Vincent

«Mi scusi signor Dillon, cosa è rimasto dentro di sé dei tempi di Rusty il selvaggio e i Ragazzi della 56ª strada?». Matt Dillon, ospite delle Grolle d'oro di Saint Vincent per presentare il suo nuovo film Factotum, prima di rispondere si schiarisce la voce, maltratta il collo del maglione nero, poi sibila impacciato: «È complicato dirle come sia cambiato dall'epoca in cui girai i film di Coppola. Di certo ho smesso di fumare e mi prendo più cura di me stesso. Prima magari andavo sul set dopo aver dormito soltanto una manciata d'ore, adesso nel periodo delle riprese riposo molto di più».
In effetti è in forma, Dillon. Sembra anzi che per lui gli anni non siano passati. Le rughe sulla fronte del resto ce l'aveva anche all'epoca dei film di Coppola, grazie ai quali il suo nome cominciò a circolare nella Hollywood delle produzioni indipendenti, portandolo in breve, alla metà degli anni 80, a diventare uno degli idoli delle teen agers di tutto il mondo. Dopo un periodo meno felice, Dillon è tornato ora in prima fila tra i divi più richiesti e apprezzati del cinema americano. Reduce da una nomination come miglior attore non protagonista per Crash, film che ha sbancato nella notte degli Oscar, è ingrassato per interpretare l'alter ego di Charles Bukowsky Henry Chinasky in Factotum di Bent Hamer, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore maledetto della beat generation: «Per rendere meglio il personaggio mi sono state suggerite altre trasformazioni, ricorrendo al make up. Ma non ho voluto. Come non ho voluto caratterizzarlo con un abbigliamento troppo trasandato».
Parla da lettore innamorato Dillon. E lui conferma: «Bukowsky è come il vino, invecchiando diventa più buono. Da ragazzo era il mio autore preferito. Ho letto i suoi romanzi da Crazy love a Storie di ordinaria follia. Dunque mi stupisce il fatto che i giovani americani non conoscano nemmeno il suo nome». A spingere Dillon ad accettare il ruolo di Chinaski in Factotum, anche il fatto che il film fosse artisticamente nelle sue corde: «Non ho mai amato le commedie ironiche, né quelle romantiche. Mi piacciono solo quelle più vicine alla vita, drammatiche e tormentate». Sarà.
Ma intanto Dillon ha appena finito di interpretare una commedia al fianco di Michael Douglas. Titolo, You, me and dupree, la storia di un uomo che rovina la vita al suo miglior amico. «Io faccio il buono», precisa lui. Ecco, appunto.