Il diluvio blocca la gara ma non Valentino

A Indianapolis gara sospesa a 6 giri dalla fine con Rossi in testa. Stoner quarto scivola a 87 punti dalla vetta

Indianapolis - Sembra esserci qualcosa di negativo tra il mondo europeo dei motori e Indianapolis. Nel 2005, il caldo e l'asfalto abrasivo costrinsero i piloti Michelin di F.1 a rinunciare al GP, con solo sei macchine in pista. Fortunatamente, è andata meglio per il debutto delle due ruote, ma la coda dell'uragano Ike, che negli ultimi giorni ha creato danni ben più gravi nel Texas e nel sud degli Stati Uniti, ha rischiato di annullare un evento molto atteso da queste parti. La pioggia tanto annunciata è arrivata copiosa poco prima dell'inizio della 250, posticipata di quattro ore e ha allagato completamente l'asfalto.

Sembrava quasi impossibile ritornare alla regolarità prima delle 15, ora prevista per la partenza, ma la fine della pioggia e un'organizzazione eccezionale, con camion scopa e enormi aspiratori, hanno permesso lo svolgimento regolare del primo GP di Indianapolis. Anche se, purtroppo, in condizioni ben diverse rispetto a quelle delle prove ufficiali, quando con l'asciutto Valentino Rossi aveva dominato, conquistando la seconda pole position stagionale. Con l'asfalto viscido, Rossi ha iniziato giustamente prudente, chiudendo il primo giro al quarto posto, immediatamente alle spalle del campione del mondo, con Andrea Dovizioso sorprendentemente in testa a dettare il ritmo, prima di essere superato dall'idolo locale Nicky Hayden.

Ma come era già successo durante le prove, giro dopo giro Valentino ha preso sempre più confidenza, mentre Casey ha perso terreno, non riuscendo ad avere con la Ducati la stessa confidenza che l'aveva portato a dominare il 2007 e ad avvicinarsi paurosamente a Rossi a metà campionato. Ma di quel pilota fenomenale, purtroppo, sono rimasti solo alcuni lampi, perché la batosta subita a Laguna Seca gli ha tolto sicurezza psicologica, mentre la riapertura dello scafoide sinistro, fratturato e operato nel 2003, lo fa soffrire fisicamente. Rossi, al contrario, è in forma straordinaria e anche in una giornata difficile, nella quale avrebbe potuto solamente pensare ad amministrare un vantaggio enorme in classifica generale (75 punti), Valentino ha spinto e guidato alla grande, con l'unico obiettivo di conquistare il gradino più alto del podio.

Superato il compagno di squadra Lorenzo al terzo giro, Dovizioso al sesto, il fenomeno di Tavullia è andato all'attacco di Hayden, tornato fortissimo di fronte ai suoi tifosi. Nicky, spinto dall'orgoglio e dalla voglia di rivincita nei confronti della Honda e del suo viziato compagno di squadra, passato per questa gara dalle Michelin alle Bridgestone, ha tenuto duro finché ha potuto, ma poi anche lui, al quattordicesimo giro, ha dovuto arrendersi alla superiorità di Valentino. Ma i brividi per il campione non erano finiti, perché dopo la pioggia, è tornato un vento fortissimo, che ha fatto prendere rischi enormi a Rossi e a tutti i piloti in pista, fino a otto giri dalla fine quando è stata esposta la bandiera rossa, con Rossi in testa, davanti ad Hayden, Lorenzo e Stoner solo quarto.

Per regolamento, si sarebbero dovuti effettuare sei giri, ma, come detto da Valentino «sarebbe stato troppo pericoloso, perché le raffiche di vento arrivavano improvvise e spostavano la moto». Chiusura anticipata, quindi, con Rossi che ha così ottenuto la 69ª vittoria nella massima cilindrata (una in più di Agostini) e, soprattutto, 87 punti di vantaggio su Stoner. Come dire, che nella prossima gara in Giappone, gli basterà non perdere più di 11 punti da Casey per conquistare il titolo.
«È stata una gara incredibile, la dedico a mio nonno che, purtroppo, ho saputo proprio adesso che è mancato».