Dimessa dall’ospedale muore appena uscita

NapoliTre sindacalisti (due Uil, uno Cisl) sono finiti nella bufera giudiziaria, per una losca storia di mazzette. Nella stessa vicenda sono restati impigliati anche sei funzionari dell’Anm (Azienda napoletana di mobilità). I militari della Guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria, ieri mattina hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con l’accusa di concussione, emessa dal gip Paola Russo, su richiesta del pm Giancarlo Novelli, nei confronti dell’ex direttore del personale dell’Azienda di trasporto pubblico di Napoli e di un sindacalista Uil. Il gip Russo ha emesso anche una misura dell’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria, a carico di altri due sindacalisti, uno Cisl, l’altro Uil. La finanza ha consegnato anche cinque informazioni di garanzia, a funzionari dell’Anm e sindacalisti ed eseguito 9 perquisizioni, nelle abitazioni degli indagati, presso gli uffici dell’Anm e della Uil, situata all’interno del Porto. Gli indagati sono accusati a vario titolo in tre i filoni di una indagine iniziata nel 2009, a seguito di una denuncia presentata da un consigliere comunale di Napoli, del Pdl, Ciro Signoriello.
Le fiamme gialle, coordinate dalla Procura hanno esaminato i fascicoli personali dei dipendenti dell’Azienda di mobilità interessati al cosiddetto «cambio di azienda» nel quinquennio 2005 – 2009. Il filone più importante riguarda l’istituto della mobilità inter – aziendale, il cosiddetto «cambio d’azienda», attivo nel settore del trasporto pubblico locale, che consente a due aziende di «TPL» di scambiarsi i rispettivi dipendenti interessati al trasferimento, nel caso in fattispecie, autisti di bus. Ma, gli indagati avrebbero fatto un uso distorto di questo istituto: dall’ attività investigativa sarebbe emerso che i cambi erano solo fittizi. Infatti, gli autisti, trasferiti all’Azienda di mobilità napoletana, si avvicendavano con colleghi che svolgevano analoghe mansioni e che non hanno mai preso servizio presso le altre aziende di destinazione. Motivo? Il trasferimento degli autisti dall’azienda di Napoli veniva artatamente fatto coincidere con il pensionamento degli stessi per raggiunti limiti di età spiegano in Procura. Tra le aziende di trasporto i cui dipendenti risultavano, spesso grazie a documenti falsi (ma le aziende erano ignare), spostati dal trasporto pubblico di Napoli, l’Atcm di Modena, la Sita di Roma, l'Ataf di Firenze e la Caronte di Messina. Questi favori degli «impeccabili» sindacalisti di Cisl e Uil fruttava, anche ai loro soci, i funzionari dell’Anm, regalini variabili tra i 10 mila e i 25 mila euro oppure, orologi di grande valore, gioielli, gli immancabili telefonini. Le «mazzette» non dovevano lasciare traccia, per cui i pagamenti avvenivano sempre in contanti. Nel corso dei cinque anni esaminati dalla Polizia tributaria, sarebbero passate tra le mani degli indagati una sessantina di pratiche, quindi, il giro di mazzette andrebbe bel oltre il milione di euro. Il secondo filone oggetto di indagine è rappresentato dalle assunzioni (alcuni casi) che sarebbero state compiute in cambio del pagamento di forti somme di denaro. Terzo filone, alcuni degli indagati concedevano l’esodo incentivato a dipendenti ormai già sulla via della pensione, per raggiunti limiti di età. In qualche caso, addirittura, incentivi per il pensionamento anticipato veniva concesso a dipendenti deceduti da tempo e il denaro veniva intascato da alcuni degli indagati.
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