Diminuiti i reati contro l’ambiente

È quanto emerge dal dossier sull’attività operativa del 2004

Alessandra Caputo

Calabria, Campania, Lazio e Toscana sono le regioni che hanno registrato nel 2004 il maggior numero di reati contro parchi, boschi, animali e piante protette. È quanto emerge dal dossier sull’attività operativa 2004 presentato dal corpo forestale dello Stato (Cfs). I numeri parlano chiaro: in tutta Italia i reati accertati sono stati 13.268 con un calo del 16,7 per cento rispetto ai 15.922 del 2003. Il Cfs svolge attività di controllo e di salvaguardia del territorio, finalizzata alla prevenzione e alla repressione delle azioni umane in danno all’ambiente e al territorio. Nel corso degli anni nel Cfs è emersa la necessità di raccogliere i dati relativi alle notizie di reato e agli illeciti amministrativi accertati, per effettuare un monitoraggio completo. Dal dossier, dove i dati sono stati suddivisi per le 15 regioni a statuto ordinario in cui opera il Corpo, la regione che si distingue per il suo comportamento più «diligente» è il Molise con i suoi 219 illeciti, seguita dalle Marche (356) e dall’Emilia Romagna (404). In testa alla classifica, per numero di reati registrati, c’è la Calabria con 2.343, pari al 19 per cento del totale; a seguirla ci sono la Campania con 1.886, il Lazio con 1.627, la Toscana con 1.379, la Puglia con 1.045, la Lombardia con 847, la Liguria con 811, la Basilicata con 526, il Piemonte con 501 e l’Abruzzo con 456 illegalità. Il 12,26 per cento registrato dal Lazio, sull’intero totale italiano, confluisce nello specifico in 986 notizie di reato contro persone identificate, 472 sequestri penali, 11 arresti, 6.508 illeciti amministrativi accertati, 344 sequestri amministrativi; 72.441 è il numero di controlli effettuati e 31.583 il numero di persone controllate, ben 1.571.136,00 l’importo notificato in Euro. Il numero più alto di reati contro persone, illeciti e sequestri amministrativi si registra proprio nel territorio laziale con percentuali che superano notevolmente le altre regioni. «La prima emergenza ambientale da eliminare sono i rifiuti e le discariche abusive - ha dichiarato Cesare Patrone, capo del Cfs - questi sono infatti collegati alla malavita organizzata e provocano danni». Lo smaltimento dei rifiuti e delle discariche (da 392 a 496) è il settore che ha fatto registrare il più alto incremento di arresti: 3 nel 2003, 26 nel 2004. Le regioni in cui sono stati compiuti i fermi sono: Campania (17), Abruzzo (3), Lazio (3), Puglia (3). Altro capitolo riguarda gli incendi boschivi: nel 2004 sono stati 6.428 rispetto ai 9.697 del 2003. Il dimezzamento rispetto all’anno precedente è dovuto ad una maggiore piovosità verificatasi durante l’arco di tutto l’anno. Nel Lazio i roghi sono stati 331 e la provincia di Latina è stata la più colpita: 2.150 gli ettari di superficie boscata, 1.234 non boscata per un totale di 3.384 ettari bruciati. Per poter fornire con precisione una mappa del danno ambientale il Cfs ha suddiviso la superficie boscata in tre tipi di formazioni: alto fusto (347 ettari bruciati nel Lazio), ceduo (494 ettari) e macchia (1.309 ettari). Seppur più contenuto rispetto al 2003, rimane elevato il numero delle fiamme registrate nelle aree protette.