Le dimissioni di Mubarak diventano un giallo Il nuovo Egitto e il sabotaggio anti Israele

La rivolta al dodicesimo giorno. Azzerati i vertici del partito democratico nazionale: via il figlio del raìs, Gamal. Hillary Clinton: &quot;E' la tempesta perfetta. Servono riforme democratiche&quot;. Il prediente annuncia l'addio, poi ci ripensa. <a href="/fotogallery/il_racconto_rolla_scolari/id=2809-foto=1-slideshow=0"><strong>Ascolta il racconto della nostra inviata</strong></a>

Il Cairo - E' arrivata al dodicesimo giorno la protesta egiziana contro il gioverno di Mubarak. A piazza Tahrir, ormai simbolo della rivoluzione del Cairo, e ad Alessandria, non ci sonostati scontri, ma i manifestanti hanno sfidato il coprifuoco - che va dalla 19 alle 6 - passando la notte in strada. Il vicepresidente Omar Suleiman, prova a trattare con le migliaia di oppositori, proponendo un periodo transitorio in cui lui stesso assumerebbe i poteri di presidente. La proposta potrebbe non bastare all'opposizione. Del resto, secondo Fonews, il vicepresidente avrebbe già subito un attentato nei giorni scorsi.

Via Mubarak e il figlio dai vertici del partito I vertici del Partito democratico nazionale di Hosni Mubarak sono stati cambiati. Lo stesso presidente si è dimesso dalla carica di presidente del Partito, al governo nel paese, secondo quanto annunciato dalla tv satellitare al-Arabiya, che poi ritira la notizia. Il nuovo segretario generale è Hossan Badrawy, che diventa anche presidente del comitato politico, al posto di Gamal Mubarak, figlio del rais. Lo annuncia la televisione di Stato. Badrawi sostituisce Safwat el Sherif come segretario generale del Pnd. El Sherif attualmente è anche presidente del consiglio consultivo, la Shura, equivalente al Senato. È stato ministro dell’informazione ed è un fedelissimo del rais, proveniente dai servizi di sicurezza. Badrawi è un medico, proprietario di un ospedale al Cairo ed considerato un esponente dell’ala liberale del partito.

Esploso un gasdotto Mentre in piazza la protesta sembra pacifica, è esploso questa mattina un gasdotto in Sinai, tra la l'Egitto e Israele, che riforniva anche la Giordania. Fonti governative spiegano che è stato un atto di sabotaggio che non ha fatto vittime, né feriti e che l'incendio è già stato domato. Sospesa la fornitura di gas per una settimana a titolo precauzionale. 

"Servono riforme democratiche" Anche Hillary Clinton ha commentato le proteste in Egitto: "È la tempesta perfetta quella che spazza in queste settimane tutto il Medio Oriente e i leader regionali devono mettere in atto rapidamente riforme democratiche se non vogliono rischiare maggiore instabilità". La Clinton ha detto che la mancanza di riforme politiche, insieme con la crescita di una popolazione giovane e le nuove tecnologie di Internet, minacciano l’ordine costituito in una regione cruciale per la sicurezza degli Stati Uniti.

Mubarak incontra i ministri Per cercare di calmare gli animi, il presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha incontrato il premier Ahmed Shafiq, e i ministri del petrolio, del commercio, delle finanze, della solidarietà sociale e il capo della Banca Centrale. La situazione economica in Egitto "è molto grave", come ha detto il ministro delle Finanze, Samir Radwan, in costante contatto con il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale, ammettendo comunque che l’economia del Paese "ha solide basi".

"Non è una rivoluzione islamica" I Fratelli Musulmani non vogliono che "la rivoluzione in Egitto sia presentata come una rivoluzione islamica".Lp ha detto il portavoce del movimento Rashad Al-Bayoumi, che ha sottolineato come quella in atto sia "una rivolta di tutto il popolo egiziano". Bayoumi, numero due del movimento, lamenta anche che il regime di Mubarak "dia volontariamente una visione deformata del movimento e cerchi di manipolare l’opinione pubblica".

Ancora arresti tra i giornalisti Nonostante il ministro delle Finanze abbia chiesto scusa per il "duro trattamento" inflitto dalle forze dell’ordine "a giornalisti, stranieri e qualsivoglia egiziano". La rete televisiva satellitare al Jazeera ha annunciato che "I servizi di sicurezza egiziani hanno arrestato il direttore dell’ufficio di Al Jazira al Cairo Abdel Fattah Fayed e il giornalista Ahmad Youssef". Ieri il canale satellitare del Qatar aveva già annunciato che degli sconosciuti avevano saccheggiato la sede della tv nella capitale egiziana e distrutto l’equipaggiamento. Questo attacco "sembra essere un nuovo tentativo del regime o dei suoi sostenitori di impedire ad Al Jazeera di coprire gli avvenimenti" in Egitto, ha affermato l’emittente.

Rilasciati gli operatori umanitari Amnesty International ha intanto annunciato che sono stati liberati i due operatori umanitari che lavoravano per la ong ma ha fatto un appello perchè vengano liberati tutti coloro che sono stati arrestati nei giorni scorsi.

Il generale alla folla: sgombrate piazza Tahrir Si è improvvisato oratore il generale Hassan al-Roweny, comandante delle truppe che da giorni presidiano piazza Tahrir, nel cuore del Cairo, per vigilare sull’andamento delle proteste contro il regime. Il generale ha tentato di arringare la folla, e di convincerla a porre fine alle manifestazioni che tra l’altro, ha ricordato, hanno paralizzato la vita economica della capitale, e non solo. "Tutti voi avete il diritto di esprimervi", ha gridato in un megafono Roweny, che per l’occasione si era fatto allestire un podio, "ma, per favore, salvate quello che resta dell’Egitto. Guardatevi intorno!", ha esortato, accennando allo spettacolo di desolazione lasciato dagli scontri tra dimostranti pro e contro il presidente Hosni Mubarak. I contestatori hanno però risposto con nuove invettive all’indirizzo del Rais, che "deve dimettersi", urlavano. A quel punto il comandante ha desistito: "Non intendo continuare a parlare in mezzo a canti e slogan del genere2, ha concluso scendendo dal podio.