Dimmi che gestore hai e ti dirò che tipo sei

I ragazzini vogliono Vodafone, mentre Wind spopola sull’etnico. Tim a
caccia dei professionisti, ma gli Internauti preferiscono "3"

C’è un mercato che in Italia è a prova di crisi: quello della telefonia mobile. Se i conti dei gestori un po’ soffrono perchè i prezzi delle chiamate sono comunque scesi, sul fronte dei numeri il Belpaese non teme confronti. Le carte sim in circolazione sfiorano gli ottanta milioni. Insomma, in Italia ci sono più sim di abitanti, immigrati irregolari compresi a cui si può magari negare l’assistenza medica, ma non certo il cellulare.

Ecco dunque spiegato il motivo di tanta attenzione da parte di società estere nei confronti del nostro Paese. Per prima l’ha capito Vodafone, il gigante inglese dei cellulari, che nell’ormai lontano 1999 comprò Omnitel imponendo poi il suo marchio rosso sul verde di quello che era, ed è, il secondo gestore italiano di telefonia mobile. E sul fronte dei conti non si può dire che le soddisfazioni siano mancate per Vodafone, che ha ormai superato i 30 milioni di clienti ed è dunque molto vicina ai rivali di Tim, gli eredi della Sip. E si capisce dunque perchè per i russi di Vimpelcom lunedì scorso abbiano accettato di comperare dal finanziere egiziano Naguib Sawiris la Weather, una società che possiede gestori mobili in Pakistan e anche in Medio Oriente, ma è sopratutto titolare di Wind, ossia del terzo gestore italiano di telefonia mobile con 20 milioni di clienti e ancora buone prospettive di crescita. Ma come è possibile che ci sia sempre spazio per tutti e che continui la moltiplicazione del numero dei clienti?

In realtà non è proprio così. Molto spesso accade infatti che uno stesso utente, solitamente quello più attento ai prezzi, abbia più sim di diversi gestori. Non c’è dubbio infatti che nel corso degli anni ogni società abbia cercato di trovare una sua specialità anche se poi ovviamente, come al supermercato, tutti offrono un po’ di tutto. Per Wind ad esempio, da quando nel 2005 la gestione Sawiris è subentrata a quella dell’Enel, la chiave del successo sono stati i prezzi bassi. Si è cercato insomma di accontentare le fasce più deboli del mercato. E quindi porte aperte a badanti, colf, muratori e immigrati. Un mercato che può sembrare di target basso ma che invece spende (e parecchio) per parlare con i famigliari a casa. Tanto che anche Tim e Vodafone si sono attivati: la prima con offerte mirate su diversi Paesi (dalla Romania alla Cina) e la seconda con «One Nation» che permette di chiamare con la stessa tariffa anche il proprio Paese d’origine.

Per trovare il target giusto le ricerche di mercato si sono sprecate. L’importante è individuare l’esigenza degli utenti. Tim ad esempio ritiene di avere una buona leadership nel mercato élite, ossia professionisti che usano il cellulare in maniera intensiva per lavoro. A questa categoria la società propone offerte mirate alle proprie esigenze che comprende ovviamente traffico voce in Italia e all’estero, ma anche dati. Un’altra categoria molto interessante è rappresentata dai giovani. E qui Vodafone si presenta come l’operatore più smart del mercato e con offerte molto interessanti come Zero Limits: 50 cent al giorno per 500 minuti e 500 sms gratis verso tutta la community di amici e navigazione senza limiti per chattare sui social network Twitter e Facebook. Sul fronte della navigazione in rete con chiavetta o tramite l’iPad di Apple quello ritenuto più competivo è «3», il gestore Umts che ha circa 9 milioni di clienti ma ben 1,5 milioni di chiavette attive grazie a tariffe molto competitive se si vuole usare il pc in mobilità.