«Dimostrerò di essere un grande»

Il brasiliano pentito: «Ho sbagliato tanto, con Mancini qualche volta avevo ragione»

da Milano

La faccia calcistica è cambiata, ma pure quell’altra. Gli occhioni di Adriano adesso hanno un sorriso rinfrancato, confortato (dalle reti) e confortante per chi crede in lui. Fine anno ed inizio 2007 sono coincisi con il ritorno al gol. Nove mesi di astinenza, depressioni a catena, un mondiale deludente, un talento che pareva buttato e tutti che gli dicevano: Adriano tocca a te, devi farcela da solo. Da Moratti a Mancini ai compagni, nessuno si è tirato indietro nel porgere l’idea per la cura. Ieri il brasiliano si è confessato ai microfoni di Inter Channel.
Adriano è cambiato qualcosa?
«Spero di sì. Sono tranquillo e sto lavorando tantissimo. Devo continuare a lavorare e parlare meno per dimostrare che sono ancora un grande calciatore».
Il 2006, il digiuno dal gol, sono stati i momenti più difficili?
«Gli attaccanti vivono di gol, quando non arrivano tutto diventa più difficile. Ho passato un momento psicologico non facile. Ma ero tranquillo, sapevo che prima o poi le cose sarebbero cambiate. Ora spero di far bene nel 2007 perché voglio fare tante belle cose con l’Inter».
La settimana in Brasile è stata utile?
«Sono stato bene con la famiglia, mi sono rigenerato anche di testa che in quel momento era un po’ pesante. Ora sono felice perché sono tornato con la testa giusta. Quest’anno voglio dimostrare quanto posso fare per la squadra».
In cosa sbagliava Adriano?
«Sono una persona normale e, come tutti, posso sbagliare. Ho sbagliato tantissimo. Però dagli errori si impara sempre: sono ancora giovane, devo imparare tante cose. Sbagliare mi è servito, ora spero di non commettere più errori».
Mancini non le ha mai fatto mancare la fiducia. È servito?
«Sì, mi ha aiutato. Qualche volta mi sono arrabbiato un po’ con lui. Pensavo di avere ragione. Forse, in qualche momento, l’avevo. Però devo sapere ascoltare, soprattutto uno come lui che è stato un calciatore forte, ha tanta esperienza, e può darmi tantissimo. Non sono nato perfetto. L’importante è essere tranquillo e fare tante cose belle».
La parola di Moratti che più le ha fatto piacere?
«Mi ha sempre dimostrato fiducia, convinto che il brutto momento sarebbe passato. Ora gli voglio dimostrare che sono soprattutto un uomo e ripagare la sua fiducia».
Questa è l’Inter più forte in cui ha giocato?
«Certamente sì. Siamo tanti campioni. Possiamo provare a vincere tutto: scudetto e Champions».