Dinfna

Purtroppo, di questa santa del VII secolo conosciamo solo la vicenda leggendaria tramandata oralmente da una lunga tradizione. Certo, potrebbe anche essere vera, perché no, ma il nostro tempo è avido di prove documentali (che, volendo, potrebbero essere del pari false) e in questo caso non ne abbiamo. Si narra che questa Dinfna fosse figlia di un re celtico vivente in quello che oggi si chiama Belgio. Suo padre era follemente innamorato della moglie, la quale però morì proprio nel dare alla luce Dinfna. Ora, quest’ultima rassomigliava come una goccia d’acqua alla madre e, cresciuta, si accorse che la follia del padre andava riversando le sue attenzioni morbose su di lei. Così, d’accordo col suo confessore Gerberno, fuggì con lui verso l’attuale Anversa. Da lì si spostarono di una quarantina di chilometri, a Geel, vivendo come eremiti nel bosco. Il re in persona si mise alla testa delle ricerche. Utilizzando come traccia le monete d’oro che i due fuggiaschi avevano speso per rifocillarsi e trovare alloggio, alla fine li trovarono. Il re intimò loro di tornare indietro e ne nacque un alterco, nel corso del quale gli armigeri ebbero l’ordine di uccidere il prete, cosa che fecero. Dinfna, dal canto suo, fu ammazzata personalmente dal padre. I due corpi vennero sepolti sul posto. La loro solenne traslazione ebbe luogo nel XIII secolo e in quell’occasione si verificarono molte guarigioni di epilettici e malati mentali. La santa è ancora oggi invocata da tutti quelli che soffrono di turbe psichiche. È tradizione per i devoti passare al di sotto della sua tomba nel santuario di Geel.