DINO BUZZATI Immagini e parole

Il «Poema a fumetti» protagonista alla Besana. Esposti dipinti, libri e articoli. Infine un ciclo di film e uno spettacolo teatrale

Serena Coppetti

Non sarà solo una mostra di quadri, di dipinti, di disegni. Di immagini, in una parola. D’altronde sarebbe impossibile. A ogni immagine è immancabile il collegamento con la parola scritta, sia essa anche semplicemente una didascalia. È l’opera di Buzzati pittore, scrittore, giornalista: con dipinti ispirati a romanzi, racconti narrati nei disegni. Una «contaminazione» che si rispecchierà nella mostra che Milano gli dedica.
Si intitola «Buzzati racconta. Storie disegnate e dipinte». Aprirà il 14 novembre, inaugurando la Rotonda della Besana. Ed è l’omaggio della città in cui lui ha vissuto e lavorato per il centenario dalla nascita di Dino Buzzati.
In un filo che lega parola e immagine, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi la mostra esporrà il suo «Poema a fumetti», primo fumetto d’autore della letteratura italiana: ci saranno i primi schizzi, i disegni, le didascalie scritte di suo pugno. A fianco altre sezioni che riguardano cicli di opere complete come «La famosa invasione degli orsi in Sicilia», la favola scritta nel 1945 e pubblicata a puntate sul Corriere dei piccoli e «i Miracoli di Val Morel», ciclo pittorico del 1970 l’ultimo originale esperimento di Buzzati che coniuga felicemente parola e immagine. Ci saranno anche libri, cataloghi, articoli, immagini che raccontano del giovane cronista che a 22 anni entrò al Corriere della Sera.
Non solo. Durante la mostra la Rotonda della Besana diventerà sede per incontri e letture ma anche di spettacoli teatrali. Come «Piacere Dino Buzzati» una performance multimediale che arriverà in città dopo essere stata presentata a Cortina e Belluno in cui sono raccolte le tante interviste rilasciate nel corso degli anni e la testimonianza inedita della moglie Almerina.
Per finire nell’ultima settimana di mostra il cinema Gnomo presenterà un ciclo di film dedicati a Buzzati.
«La letteratura si farà immagine», ha commentato l’assessore Vittorio Sgarbi, presentando la mostra. E con Buzzati - ha fatto notare - è ancora più facile. Lo ha definito un «Kafka meno tragico ma altrettanto inquietante», con «una visione onirica della realtà». E così in una sorta di continuità ideale con Belluno dove proprio il 16 ottobre si terranno tutte le manifestazioni per il centenario della nascita, Milano racconterà il suo Buzzati. Simbolo delle manifestazioni sarà proprio la sua opera «Il Duomo di Milano» dove le guglie sfumano traformandosi nelle sue amate Alpi. In una sintesi dei due mondi, quelle due città che per lui hanno rappresentano il cuore e la testa.
Sarà solo l’inizio. Vittorio Sgarbi ha detto che Milano vuole celebrare altri centenari, quello di Cesare Brandi, Mario Soldati e Luchino Visconti nati nel 1906 e Antonio Cederna morto nello stesso anno. Non solo. Sarà ricordato anche il cinquantenario della morte di Brecht per proseguire nel 2007 con Moravia.