Dio ci protegga dagli antirazzisti di professione

Egregio direttore, tutte le anime belle, teoriche dell'accoglienza di massa degli immigrati, hanno accolto la notizia della morte del povero Emmanuel Chidi Namdi, fregandosi le mani. Infatti stanno sfruttando al massimo il tragico episodio per trovare la scusa per tacitare chi non è favorevole all'invasione arabo-africana. Le due cose non hanno nessuna attinenza, ma tant'è. Non ricordo di aver sentito eguali reazioni per il massacro dei due poveri anziani per mano dell'africano del «Cara» di Mineo; Alfano non convocò nessuna riunione per l'ordine e la sicurezza come ha fatto a Fermo. L'imbecille criminale che ha provocato la morte di Emmanuel poteva benissimo azzuffarsi con un ultras di una squadra avversaria dopo avergli gridato insulti razzisti: in quel caso l'eventuale morte del malcapitato sarebbe stata chiusa con due righe in cronaca.

Maria Veneziani

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Cara Maria, la morte, tutte le morti, suscitato orrore. Ma spesso le parole dei vivi fanno peggio. Emmanuel era un cristiano perseguitato, lo abbiamo accolto e protetto dai suoi carnefici. Ma, paradosso, è rimasto vittima, indipendentemente da come sono andati i fatti - alla pari di tante donne e tanti uomini bianchi -, della perdita di valori, rispetto della vita in primis, di cui soffre l'Occidente. Tutto qui, non c'è altro. Non certo il razzismo generalizzato sbandierato in queste ore. Così come peggio della mafia c'è solo l'antimafia ipocrita e militante, così peggio dei razzisti ci sono solo gli antirazzisti di professione, per intenderci quelli alla Boldrini. Il fastidio degli italiani per gli immigrati non discende dal colore della loro pelle ma dal fatto che molti non rispettano le nostri leggi, il nostro modo di convivere e la nostra storia; e quello per gli zingari, non dalla loro razza ma perché molti di loro di mestiere rubano nelle case e ci borseggiano per strada. E il fastidio per la Boldrini non perché donna, ma perché Boldrini.